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Articolo tratto da Wikipedia e disponibile nel rispetto dei termini della GNU Free Documentation License:

http://it.wikipedia.org/wiki/Forza_Italia


ENCICLOPEDIA POLITICA

Forza Italia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
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Forza Italia
 
 
Partito politico italiano
 
Leader Silvio Berlusconi
 
Fondazione 18 gennaio 1994
Sede Via dell'Umiltà, 36
00187 Roma
 
Coalizione Casa delle Libertà
Ideologia Liberalismo, cristianesimo democratico, conservatorismo
In Parlamento 134 deputati, 77 senatori
(6 membri del gruppo DC-Ind-MpA)
16 deputati europei
Partito europeo Partito Popolare Europeo
 
Organo ufficiale nessuno, ma Il Giornale, Il Foglio e Libero sono vicini al partito
Sito internet www.forza-italia.it

Forza Italia è un movimento politico italiano fondato il 18 gennaio 1994. Presidente e leader del partito è, sin dalla sua fondazione, Silvio Berlusconi.

Forza Italia è il movimento aggregatore della coalizione di centrodestra, denominata Casa delle Libertà. Il suo coordinatore nazionale è Sandro Bondi. A livello europeo, aderisce al Partito Popolare Europeo, di cui costituisce il principale membro italiano.

È costituito sostanzialmente da ex-democristiani, ex-liberali, ex-socialisti, ex-socialdemocratici ed ex-repubblicani. L'ideologia del partito varia dal liberismo all'economia sociale di mercato di ispirazione cattolico-liberale; il partito aspira ad essere il partito del rinnovamento e della modernizzazione. Il suo colore ufficiale è l'azzurro.

Indice

[nascondi]

Storia

La nascita e i primi coordinamenti

"'Forza Italia! Associazione per il buon governo" viene costituita, presso lo studio del notaio Roveda a Milano, il 29 giugno 1993 da alcuni noti professionisti, alcuni inseriti nelle aziende controllate da Fininvest, altri comunque vicini al fondatore e proprietario di quest'ultima Silvio Berlusconi.

Il 16 ottobre 1993 il settimanale della Mondadori, Epoca, mostra in copertina il logo dei "Club Forza Italia". All'interno vi è una lunga intervista a Silvio Berlusconi che nega si tratti delle sezioni di un futuro partito politico. L'idea ricorda molto quella dei club dei tifosi del Milan.

Il 23 novembre, Silvio Berlusconi, a Casalecchio di Reno (BO), durante l'inaugurazione di un ipermercato, dichiara ai giornalisti che "se il centro moderato non dovesse organizzarsi, non potrei non intervenire direttamente, mettendo in campo la fiducia che sento di avere da larga parte della nostra gente".

Il 25 novembre nasce l'Associazione nazionale dei club di Forza Italia con la sede in viale Isonzo a Milano. Il 9 dicembre Berlusconi inaugura il primo club Forza Italia e presenta l'inno degli "azzurri". Il 15 dicembre viene aperta la sede centrale di Forza Italia in un palazzo in via dell'Umiltà a Roma che è lo stesso che fu la sede del Partito Popolare Italiano di Don Luigi Sturzo. Il 18 gennaio 1994 Berlusconi, Antonio Tajani, Luigi Caligaris, Antonio Martino, Mario Valducci, danno vita al Movimento Politico Forza Italia.

Da subito il partito si configura come una novità assoluta anche nelle strutture organizzative: al posto di un segretario (come negli altri partiti) vi è un presidente (Berlusconi), anziché una "direzione nazionale" vi è il "comitato di presidenza", composto da Silvio Berlusconi, Antonio Martino, Luigi Caligaris, Antonio Tajani, Mario Valducci (amministratore nazionale). Non c'è nemmeno un'"assemblea nazionale" ma l'assemblea degli associati (e iscriversi costava 100mila lire, con in omaggio l'audiocassetta con l'inno). Il movimento non ha neppure sezioni comunali e provinciali, ma solo rappresentanze regionali e la sede centrale romana che però non è la stessa che coordina i club che è sita a Milano.

Data la struttura, le origini e la presenza all'interno, in questa fase, di molti uomini di Fininvest e Publitalia '80, si parlerà da subito, soprattutto fra i detrattori, di "partito-azienda", di "partito di plastica" o peggio di "partito personale" o "partito eversivo" (vedi Norberto Bobbio e Maurizio Viroli "Dialogo intorno alla repubblica", Laterza, cap. VII, http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/010601c.htm).

La campagna elettorale e la vittoria del 1994

Il 26 gennaio Berlusconi, in uno storico discorso tv, definisce Forza Italia un movimento politico piuttosto che un partito vero e proprio e con esso si candida alla guida del Paese.

Il 6 febbraio al Palafiera di Roma, si tiene la prima convention di Forza Italia e Berlusconi pronuncia il primo discorso da leader politico.

Il 27-28 marzo, con i risultati delle elezioni politiche, Forza Italia si afferma come il primo partito italiano e va alla guida del Governo insieme ad altri partiti dell'area di centrodestra: Al Nord l'alleanza è denominata Polo delle Libertà (Forza Italia, CCD, Lega Nord), mentre al Sud Polo del Buon Governo (Forza Italia, Alleanza Nazionale, CCD). Escono sconfitte la coalizione di sinistra dei Progressisti e la coalizione centrista del Patto per l'Italia (Partito Popolare Italiano e Patto Segni).

Il breve Governo Berlusconi I

Nonostante l'ottimo risultato ottenuto da Forza Italia alle successive elezioni europee dello stesso anno, il primo governo Berlusconi cade pochi mesi dopo. Si apre la crisi politica fra Berlusconi e la Lega Nord.

Lo scontro diretto arriva alla vigilia delle vacanze natalizie, fra il 21 e il 22 dicembre: in diretta tv, Silvio Berlusconi, con un discorso duro nei confronti dell'alleato Bossi, dichiara che il patto sancito con lui il 27 marzo è stato tradito e chiede di ritornare immediatamente alle urne. Bossi, dal canto suo, ricambia le accuse, affermando che l'accordo sul federalismo è stato ampiamente disatteso dal governo. Così si apre la crisi: Berlusconi rassegna le proprie dimissioni ed invita i suoi militanti a manifestare in piazza contro il "tradimento".

La Lega decide di appoggiare, insieme ai parlamentari del centrosinistra, un governo tecnico presieduto da Lamberto Dini (da Berlusconi definito "ribaltone").

Il Polo perde le elezioni

Consumata la rottura con la Lega, nel 1996, lo schieramento del Polo per le Libertà composto da Forza Italia, Alleanza Nazionale, CCD e CDU, perde le elezioni. Si costituisce il governo dell'Ulivo, la coalizione avversa, presieduto da Romano Prodi, ma - nel '98 - anche questo esecutivo è destinato ad essere sfiduciato, così il timone passa nelle mani di Massimo D'Alema, fortemente avversato da Forza Italia, anche perché il suo governo riceve l'appoggio di diversi parlamentari eletti con il Polo. Berlusconi denuncia: "Questo governo nasce con la rappresentanza di un milione di nostri elettori".

I consensi, intanto, aumentano: Forza Italia e il Polo vincono le Europee del '99 e le Regionali del 2000.

La vittoria del 2001 e gli anni di governo

Così, nel 2000, dopo che la Lega aveva abbandonato i suoi propositi secessionisti, si ricompatta l'alleanza, che prende il nome di Casa delle Libertà, aperta anche ai contributi di partiti e movimenti minori.

La CdL vince le elezioni e va al governo del Paese. Durante la campagna elettorale Berlusconi sigla, presso la trasmissione Porta a Porta condotta da Bruno Vespa, il noto Contratto con gli italiani: un accordo fra lui ed i suoi potenziali elettori in cui si impegna, in caso di vittoria, a realizzare ingenti sgravi fiscali, il dimezzamento della disoccupazione, l'avviamento di decine di opere pubbliche, l'aumento delle pensioni minime e la riduzione del numero di reati; impegnandosi altresì a non ricandidarsi alle successive elezioni nel caso in cui almeno quattro dei cinque punti principali non fossero stati mantenuti.

Forza Italia, pertanto, va al governo del Paese, un governo (guidato dallo stesso Berlusconi) che acquista il primato di "più longevo" nella storia della Repubblica. Dura in carica 1.422 giorni.

A partire dalle elezioni regionali del Friuli-Venezia Giulia, nel 2003, e nelle successive consultazioni elettorali, Forza Italia registra un progressivo calo di consensi, pur rimanendo la lista più votata della Casa delle Libertà. Conseguentemente alla sconfitta alle Regionali del 2005, il centrodestra mantiene soltanto due regioni (Lombardia e Veneto) delle otto precedentemente governate. In questo frangente, a seguito di una lunga verifica iniziata mesi prima, alcuni partiti della coalizione chiedono un rilancio del programma e dell'attività di governo. All'apertura formale della crisi con il ritiro dei ministri dell'Udc, la tensione tra Berlusconi e il segretario Udc Marco Follini è altissima, con minacce di un "trattamento speciale" sulle reti Mediaset contro quest'ultimo. Silvio Berlusconi riesce tuttavia a ricompattare la coalizione - facendo alcune concessioni agli alleati - e ad ottenere così la fiducia per un nuovo esecutivo.

Le elezioni del 2006

La campagna elettorale per le elezioni politiche del 2006 è una delle più accese di tutta la storia. Berlusconi e Forza Italia devono portare il conto di un'azione di governo ininterrotta che è durata cinque anni e che ora deve presentarsi al giudizio degli elettori. Lo sfidante è Romano Prodi, che si presenta con una coalizione rinnovata e fa leva sui presunti risultati negativi ottenuti dal centrodestra in questi anni.

Berlusconi partecipa a due confronti televisivi "ufficiali" col suo sfidante, durante il quale attacca la sinistra di essere divisa sui principali temi dell'economia, fa un intervento all'assemblea di Confindustria e sceglie, come chiusura della campagna, di lanciare agli italiani la proposta dell'abolizione dell'ICI sulla prima casa.

Grazie a questa campagna incisiva, la Casa delle Libertà riesce a riconquistare la fiducia di molti elettori e Forza Italia si riappropria del ruolo di una leadership forte della coalizione, ottenendo un risultato in netta ascesa rispetto alle previsioni, ma comunque non sufficiente ad evitare la sconfitta elettorale del centrodestra. Alla Camera dei deputati il centrosinistra ottiene, con 24.755 voti in più, il premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale varata nel 2005 e nel complesso (contando anche i voti della circoscrizione Estero) circa 130.000 voti in più, con una percentuale del 49,73% dei consensi contro il 49,40% della CdL.

Al Senato, la situazione è ribaltata: la CdL ottiene nel complesso circa 147.000 voti in più (il 49,57% contro il 49,16%), ma col sistema degli sbarramenti regionali previsti dalla legge elettorale appena entrata in vigore e con l'apporto del voto della circoscrizione Estero, l'Unione conquista comunque due seggi in più.

Forza Italia, nonostante un forte calo rispetto alle politiche del 2001 (- 6% alla Camera), risulta alla Camera come la seconda forza politica italiana con 9 milioni di voti (23,7%) dietro la lista L'Ulivo (che è l'unione di due partiti, i Democratici di Sinistra e La Margherita, in un'unica lista) che invece ha ottenuto 11,9 milioni di voti e al Senato (dove i Democratici di Sinistra e La Margherita si sono presentati separati) come la prima forza politica del Paese con 8,2 milioni di voti (24,0%). Elegge (compresi gli eletti nella circoscrizione Estero) 140 deputati e 79 senatori.

Correnti

In nessuno dei due congressi tenutisi fino ad oggi sono state discusse mozioni di minoranza, privilegiando una linea unitaria a sostegno del leader Silvio Berlusconi alla presidenza del movimento.

Valori

È scritto nella "Carta dei Valori" del partito:

Collabora a Wikiquote
«Forza Italia non nasce da una precedente organizzazione politica o da un costituito sistema dottrinale. Nasce dall’appello di un uomo, Silvio Berlusconi, direttamente rivolto ad un corpo elettorale nel quale rischiava di aprirsi un enorme vuoto storico-politico di rappresentanza. Forza Italia si costituisce come risposta alla crisi dei partiti della Prima Repubblica; come reazione ad una possibile deriva illiberale del sistema politico; come offerta di rappresentanza all’area dei moderati nel quadro di una nuova democrazia dell’alternanza; come proposta di governo per realizzare una seconda modernizzazione italiana.»
   

Lo statuto del partito dice che Forza Italia è [1]:

  • un partito liberale ma non elitario, anzi un partito liberaldemocratico popolare;
  • un partito cattolico ma non confessionale;
  • un partito laico ma non intollerante o laicista;
  • un partito nazionale ma non centralista.

Forza Italia si definisce un "partito nuovo", senza legami diretti con la cosiddetta Prima Repubblica, e allo stesso tempo di essere legittima erede delle "migliori tradizioni politiche italiane": il democristiano Alcide De Gasperi, il socialdemocratico Giuseppe Saragat, il liberale Luigi Einaudi e il repubblicano Ugo La Malfa sono citati nel preambolo dello statuto di Forza Italia come padri nobili a cui il partito tenta di rifarsi. Va notato che si tratta di esponenti storici del centro e della sinistra italiana, mentre Forza Italia attualmente si rifà ad una un'identità di centrodestra pur facendo parte del Partito Popolare Europeo.

Forza Italia è un partito essenzialmente accentrato sulla figura del suo leader. L'orientamento politico di Forza Italia è moderato-liberale. La struttura di formazione è diretta da don Gianni Baget Bozzo [2] e la linea politica è influenzata da Ferdinando Adornato (direttore del mensile "Liberal") che ha riadattato il neoconservatorismo statunitense al contesto politico-culturale italiano. Adornato si è concentrato sul progetto di riunire i partiti dell'area di centro-destra attraverso la creazione di un nuovo soggetto politico unitario.

Forza Italia sostiene la parità di importanza tra scuola privata e scuola pubblica; ritiene che i vincoli sociali alla iniziativa imprenditoriale vadano eliminati o fortemente ridotti; promuove l'eliminazione del principio di progressività fiscale; la forte riduzione dei vincoli ambientali e di caccia. Sostiene le posizioni di libertà di coscienza in tematiche che riguardano la bioetica.

Struttura

La struttura di Forza Italia è prevalentemente verticistica: i coordinatori nazionali e regionali sono nominati direttamente dal presidente del movimento, Silvio Berlusconi. Gli iscritti, invece, possono eleggere i coordinatori dei club locali e i coordinamenti provinciali.

  • Vice Presidente del Comitato di Presidenza: Carlo Vizzini (dal 2005)

Risultati elettorali

– Forza Italia alle Elezioni Politiche
Elezione Parlamento Voti % Seggi
1994


1996


2001


2006
Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato
8.136.135
-

7.712.149
-

10.923.431
-

9.045.384
8.201.638
21,0
-

20,6
-

29,4
-

23,7
24,0
113
36

123
48

193
81

137
78
– Forza Italia alle Elezioni Europee
Elezione Parlamento Voti % Seggi
1994

1999

2004
Parl. Europeo

Parl. Europeo

Parl. Europeo
10.076.653

7.813.948

6.837.748
30,6

25,2

21,0
27

22

16

Simboli storici

Voci correlate

Collegamenti esterni

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Tratto da: www.indultopoli.com, testo di Roberto Casiraghi.