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Articolo tratto da Wikipedia e disponibile nel rispetto dei termini della GNU Free Documentation License:

http://it.wikipedia.org/wiki/Alcide_De_Gasperi


ENCICLOPEDIA POLITICA

Alcide De Gasperi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Alcide De Gasperi
Alcide De Gasperi

Alcide De Gasperi o propriamente Degasperi (Pieve Tesino, TN, 3 aprile 1881 - Borgo Valsugana 19 agosto 1954) è stato un uomo politico e uno statista italiano.

Sulla grafia corretta del cognome sussistono varie discussioni, poiché secondo alcuni sarebbe "Degasperi"; tesi questa inoppugnabile dal punto di vista storico, come comprovato dal registro parrocchiale di Pieve Tesino. Lo stesso statista trentino si firmava per l'appunto Degasperi, come risulta, ad esempio, dalla copia originale del trattato noto come "Degasperi-Gruber".

Prima esponente del Partito Popolare Italiano e poi fondatore della Democrazia Cristiana con il suo Le idee ricostruttive della Democrazia Cristiana, viene oggi considerato come il padre fondatore dell'Unione Europea insieme al francese Robert Schuman e al tedesco Konrad Adenauer.

Indice

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Biografia

Inizialmente fu giornalista e nel 1905 entrò a far parte della redazione del giornale Il Nuovo Trentino con cui, una volta divenutone il direttore, scrisse una serie di articoli con cui esprimeva il suo consenso al movimento che auspicava la riannessione del Trentino all'Italia. De Gasperi iniziò la sua carriera politica nel 1911 come deputato nel Parlamento austriaco in rappresentanza degli italiani del Trentino, allora sotto la dominazione asburgica.

Dopo la Prima guerra mondiale, nel 1919 partecipò alla fondazione del Partito Popolare Italiano di Don Luigi Sturzo. Fu eletto deputato nello stesso anno e riconfermato nel 1921.

In quegli anni si sposa con Francesca Romani nella Chiesa arcipretale di Borgo Valsugana. Nasceranno quattro figlie, di cui una entrò in monastero.

Il 24 agosto del 1923 votò sì alla legge Acerbo ma successivamente si oppose all'avvento del fascismo e, ostracizzato dal regime, fu arrestato nel 1926. Quando fu scarcerato, fu continuamente sorvegliato e dové trascorrere un periodo di grandi difficoltà e isolamento. Senza un impiego stabile, presentò una domanda per lavorare nella Biblioteca Vaticana nell'autunno 1928 e fu aiutato dal vescovo di Trento, mons. Celestino Endrici. L'assunzione poté tuttavia avvenire soltanto circa due mesi dopo la firma dei Patti Lateranensi (1929).

Nel 1942-43, durante la Seconda guerra mondiale, compose, insieme ad altri, l'opuscolo Le idee ricostruttive della Democrazia Cristiana in cui esprimeva le idee alla base del futuro partito della Democrazia Cristiana di cui sarebbe stato cofondatore.

Una volta liberato il sud Italia ad opera delle forze anglo-americane, entrò a far parte in rappresentanza della Democrazia Cristiana (DC) nel Comitato di Liberazione Nazionale. Durante il governo guidato da Ferruccio Parri fu ministro senza portafoglio, mentre dal dicembre del 1944 al dicembre del 1945 venne nominato ministro degli esteri. Nello stesso anno fonda il Centro Nazionale Sportivo Libertas.

Nel 1946 fu eletto Presidente del Consiglio dei Ministri, il primo dell'Italia repubblicana, e guidò un governo di unità nazionale, che durò fino alle elezioni del 1948.

Da ricordare che il 12 giugno del 1946, allorchè il Consiglio dei ministri da lui presieduto procedette alla proclamazione della Repubblica, dopo il referendum del 2 e 3 giugno, egli ricoprì la carica di Capo Provvisorio dello Stato e dunque a lui furono trasmessi, coerentemente con quanto previsto dalla legge istituita del referendum, le funzioni fino allora esercitate dal Re Umberto II. De Gasperi cumulò nella sua persona le tre cariche di Capo del Governo (Presidente del Consiglio dei Ministri), di Capo dello Stato e di Regnante Reggente fino al 28 giugno, quando l'Assemblea Costituente, nella sua prima seduta, provvide ad eleggere Enrico de Nicola come Capo Provvisorio dello Stato.

Alcide De Gasperi ad un comizio della Democrazia Cristiana
Alcide De Gasperi ad un comizio della Democrazia Cristiana

Le elezioni del 18 aprile del 1948 furono le più accese della storia repubblicana, visto lo scontro tra la DC ed il Fronte Popolare, composto da socialisti e comunisti. Degasperi riuscì a guidare la DC ad uno storico successo, ottenendo il 48,5% dei consensi (il risultato più alto che qualsiasi partito abbia mai raggiunto in Italia) e fu nominato Presidente del primo Consiglio dei Ministri dell'Italia repubblicana.

In un'Italia oberata dal ricordo di vent'anni di dittatura fascista e spaventosamente logorata dalla Seconda guerra mondiale, De Gasperi affrontò con dignità politica le trattative di Pace con le potenze vincitrici, riuscendo a confinare le inevitabili sanzioni principalmente all'ambito del disarmo militare, ed evitando la perdita di territori di confine come l'Alto-Adige e la Valle d'Aosta. Gettò inoltre le basi per risolvere in modo equo la questione della sovranità di Trieste e dell'Istria.

Sempre in politica estera concluse importanti accordi con le potenze occidentali per finanziare la ricostruzione e il riassetto dell'economia italiana.

La situazione precaria del paese migliorava molto lentamente, provocando il malcontento del movimento operaio e sindacale; ad alimentare la protesta e i disagi fu anche una spaventosa alluvione del Po che fece molte vittime nella zona agricola delle province di Rovigo e Ferrara (1951). Nel 1952, col timore di una forte affermazione delle forze politiche della sinistra, il Vaticano suggerì, e successivamente cercò di imporre, un'alleanza elettorale ad ampia portata per affrontare le votazioni amministrative del comune di Roma. La Santa Sede non avrebbe accettato che la "Città Eterna", in quanto sede della Cristianità, potesse essere amministrata da un sindaco socialista. De Gasperi si oppose recisamente, attenendosi alla sua moralità e al suo passato di antifascista, ad una coalizione con le destre, e resistette sino a che il Papa si arrese di fronte all'impraticabilità della proposta.
L'incidente diplomatico con il Vaticano turbò profondamente l'animo di De Gasperi; ai suoi collaboratori scrisse: "Proprio a me, un povero cattolico della Valsugana, è toccato dire di no al Papa".

Mantenne la carica di presidente del Consiglio fino al luglio 1953, dimettendosi a causa del fallimento della legge elettorale, denominata dai suoi avversari legge truffa, da lui stesso fortemente voluta.

Convinto sostenitore dell'ingresso dell'Italia nella NATO, Alcide Degasperi morì il 19 agosto 1954 nella sua casa in Val di Sella (comune di Borgo Valsugana), dove amava trascorrere lunghi periodi assieme alla famiglia.
La sua scomparsa, improvvisa e discreta, suscitò commozione nell'Italia intera, il lungo tragitto in treno con cui la salma raggiunse Roma, per le esequie di Stato, fu rallentato da numerose soste impreviste perché le masse erano accorse da ogni parte per omaggiarlo.

Attualmente si trova sepolto a Roma, nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura. Poco dopo la sua morte qualcuno chiese di avviare per lui il processo di beatificazione.

Cinematografia

La figura di De Gasperi è la principale protagonista del film neorealista diretto da Roberto Rossellini Anno uno (1974), ruolo che venne interpretato da Luigi Vannucchi, in cui si trova una ricostruzione del periodo storico che va dalle operazioni del Comitato di liberazione nazionale a Roma, e della fiction Rai De Gasperi, l'uomo della speranza (2004), girata dalla regista Liliana Cavani e trasmessa a puntate su Rai Uno. Interprete dello statista il giovane attore italiano Francesco Gifuni, figlio di Gaetano, ex segretario generale della Presidenza della Repubblica.

Voci correlate

Collegamenti esterni

Wikiquote riporta una collezione di aforismi o citazioni su Alcide De Gasperi.

Predecessore: Presidente del Consiglio del Regno d'Italia Successore: Bandiera italiana
Ferruccio Parri dicembre 1945 - luglio 1946 Alcide De Gasperi

Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana

I
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Predecessore: Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano Successore: Bandiera italiana
Alcide De Gasperi

Presidente del Consiglio del Regno d'Italia

luglio 1946 - agosto 1953 Giuseppe Pella I
Predecessore: Ministro degli Esteri del Regno d'Italia Successore: Bandiera italiana
Ivanoe Bonomi 1944 - 1946 Alcide De Gasperi

Ministro della Repubblica Italiana

Predecessore: Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana Successore: Bandiera italiana
Alcide De Gasperi

Ministro del Regno d'Italia

1946 Pietro Nenni I
Carlo Sforza 1951 - 1953 Giuseppe Pella II
Predecessore: Ministro dell'Interno della Repubblica Italiana Successore: Bandiera italiana
Giuseppe Romita

Ministro del Regno d'Italia

1946 - 1947 Mario Scelba I
Presidenti del Consiglio dei Ministri del Regno d'Italia
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Tratto da: www.indultopoli.com, testo di Roberto Casiraghi.