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Articolo tratto da Wikipedia e disponibile nel rispetto dei termini della GNU Free Documentation License:

http://it.wikipedia.org/wiki/Berlusconi


ENCICLOPEDIA POLITICA

Silvio Berlusconi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

(Redirect da Berlusconi)
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Image:Berlusconi small2.jpg
Silvio Berlusconi
Data di nascita: 29 settembre 1936
Luogo di nascita: Milano
Data di morte:  
Luogo di morte:  
Coniuge: Carla Dall'Oglio (1965)
Veronica Lario (1985)
Professione: Imprenditore e Politico
Incarico: ex Presidente del Consiglio dei Ministri
Partito: Forza Italia
Coalizione: Casa delle Libertà
Elezione: {{{elezione}}}
Mandato: 23 aprile 2005 - 17 maggio 2006
Predecessore: Giuliano Amato
Successore: Romano Prodi

Silvio Berlusconi (Milano, 29 settembre 1936) è un uomo politico italiano e un imprenditore. Presidente del Consiglio dei Ministri italiano nel 1994 e dal 2001 al 2006, attualmente è deputato alla Camera dei deputati (lo è dal 1994) e consigliere comunale a Milano. Ha ricoperto anche la carica ad interim di Ministro degli Esteri, dell'Economia e della Salute. Secondo Forbes è oggi l'uomo più ricco d'Italia e il 37° più ricco del mondo, con un patrimonio stimato nel 2006 in 11 miliardi di dollari.[1] È il leader di Forza Italia, il movimento politico da lui fondato.

Indice

[nascondi]

Note biografiche

È il primogenito di una famiglia della borghesia milanese. Il padre, Luigi Berlusconi, era impiegato alla Banca Rasini, dove ha lavorato fino a diventarne procuratore generale. Dall'unione matrimoniale di Luigi con Rosa Bossi erano nati rispettivamente, Silvio, Maria Antonietta, nel 1943 e Paolo, nel 1949, oggi anch'esso imprenditore.

Nel 1954 ha conseguito la maturità classica al liceo salesiano S. Ambrogio di Milano, al cui termine si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università Statale, dove si è laureato in legge nel 1961 con lode, presentando una tesi sul contratto pubblicitario, che gli valse una borsa di studio. In quegli anni universitari conobbe anche Marcello Dell'Utri, che diverrà suo braccio destro negli affari e in politica, quando si occuperà della creazione del suo partito, e Fedele Confalonieri.

Si è sposato nel 1965 con Carla Elvira Lucia Dall'Oglio, dalla quale ha avuto due figli: Maria Elvira detta Marina (1966) e Piersilvio (1968). Nel 1985 ha divorziato dalla prima moglie ed ha ufficializzato il legame con Veronica Lario (pseudomino di Miriam Bartolini), ex-attrice, che ha poi sposato nel 1990[2]. Da lei ha avuto altri tre figli: Barbara (1984), Eleonora (1986) e Luigi (1988).

Attività imprenditoriale e personale

Edilizia

Berlusconi ai tempi del suo lavoro nel settore dell'edilizia
Berlusconi ai tempi del suo lavoro nel settore dell'edilizia

Dopo le saltuarie esperienze come agente immobiliare[3] negli anni universitari, Silvio Berlusconi ha iniziato ad occuparsi di edilizia e nel 1961 fondava la Cantieri Riuniti Milanesi Srl insieme al costruttore Pietro Canali. Il primo acquisto consisteva in un terreno in via Alciati (Milano), grazie alla fideiussione del banchiere Carlo Rasini (titolare e cofondatore della Banca Rasini, nella quale lavorava il padre di Berlusconi).

Nel 1963 fonda la Edilnord Sas: Berlusconi era socio d'opera, mentre soci accomandanti erano Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico. Quest'ultimo forniva i capitali attraverso la finanziaria Finanzierungesellschaft fur Residenzen AG di Lugano[4]. Gli anonimi capitali della finanziaria svizzera venivano in parte depositati presso l'International Bank di Zurigo, e pervenivano alla Edilnord attraverso la Banca Rasini.

Nel 1964 veniva aperto un cantiere a Brugherio per edificare una città modello da 4000 abitanti. I primi condomìni erano pronti già nel 1965, ma non si vendevano con facilità[5].

Nel 1968 nasce la Edilnord Sas di Lidia Borsani e C., generalmente chiamata Edilnord 2, acquistando 712 mila mq di terreni nel comune di Segrate, dove sorgerà Milano 2, in seguito alla concessione edilizia ottenuta nel 1969. La Borsani è cugina di Berlusconi.

Nel 1972 veniva liquidata l'Edilnord e creata la Edilnord Centri Residenziali Sas di Lidia Borsani, quest'ultima socia accomandante, con i finanziamenti della Aktiengesellschaft fur Immobilienlagen in Residenzzentren AG di Lugano.

Nel 1973 veniva fondata la Italcantieri, prima come Srl poi in Spa, nel 1975, con Silvio Berlusconi quale presidente. I capitali erano di due fiduciarie svizzere e precisamente della Cofigen[6], legata al finanziere Tito Tettamanti e alla Banca della Svizzera Italiana[7], e della Eti AG Holding di Chiasso[8], il cui amministratore delegato era Ercole Doninelli[9]. Nello stesso anno, tramite l'avvocato Cesare Previti, veniva acquistata ad Arcore la villa Casati Stampa e alcuni terreni contigui da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera minorenne della nota famiglia nobiliare lombarda, rimasta orfana nel 1970, di cui Cesare Previti era tutore legale, pagandola un prezzo di favore.

Nel 1974 veniva costituita l'Immobiliare San Martino, a Roma, amministrata da Marcello Dell'Utri, con il finanziamento di due fiduciarie della BNL, la Servizio Italia Fiduciaria Spa e la Società Azionaria Fiduciaria.

Nel 1977, a coronamento di questa ampia e riuscita attività edilizia, Silvio Berlusconi era nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica allora in carica: Giovanni Leone.

Nel gennaio 1978 veniva liquidata la Edilnord per dare vita alla Milano 2 Spa, costituita a Segrate dalla fusione con l'Immobiliare San Martino Spa.

I finanziamenti di origine ignota

Non è tuttora stato possibile stabilire quali siano le fonti degli ingenti capitali di cui disponeva il giovane imprenditore. Berlusconi, interrogato sulla questione in sede giudiziaria dal PM Ingroia, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Al tempo in cui Luigi Berlusconi era procuratore generale della Banca Rasini, infatti, questa entrò in rapporti d'affari con la Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d'amministrazione figuravano nomi poi divenuti tristemente famosi, come Roberto Calvi, Licio Gelli e Michele Sindona. La stessa banca Rasini fu indicata da Sindona e da altri "pentiti" come coinvolta nel riciclaggio di denaro di provenienza mafiosa[10]. Queste indicazioni assumeranno un importante significato rispetto ad alcune successive ombre sulla figura di Berlusconi (i presunti rapporti con la mafia e l'iscrizione alla loggia massonica Propaganda 2 di Gelli).

Il 7 luglio 1974 il senatore Marcello Dell'Utri, amico di Berlusconi, aveva anche portato il giovane mafioso, Vittorio Mangano, da Palermo nella villa d'Arcore di Berlusconi, appena acquistata, ufficialmente per ricoprire le mansioni di fattore e stalliere. In quel momento Mangano aveva gia subito delle condanne ed era un pregiudicato. Mangano si occuperà di curare la sicurezza della villa, ma anche di accompagnare i figli di Berlusconi a scuola[11]. Berlusconi lo avrà alle sue dipendenze fino alla fine del 1976, quando si licenzierà spontaneamente. Mangano verrà condannato per traffico di droga e per associazione mafiosa semplice, verrà inoltre sospettato di aver rapito il principe Luigi D'Angerio dopo una cena alla villa di Silvio Berlusconi, il 7 dicembre 1974.

Il 26 maggio 1975 era anche scoppiata una bomba a ridosso di un'abitazione di Berlusconi a Milano. Berlusconi, dopo aver ricevuto varie minacce, si era trasferito per qualche mese con la famiglia in Svizzera e successivamente in Spagna.

La difesa

Le ipotesi precedenti, sebbene verosimili, non sono confutate da nessuna prova concreta. Il segreto bancario vigente in Svizzera non aiuta a fare luce su queste vicende.

Stando alle dichiarazioni dello stesso Silvio Berlusconi, fu la liquidazione del padre, Luigi Berlusconi, divenuto poi collaboratore del figlio all'Edilnord e in molti altri momenti cruciali della sua vita imprenditoriale, che servì a finanziare gli inizi della sua attività imprenditoriale e a costituire la metà del capitale dei Cantieri Riuniti Milanesi.

La fortuna di Silvio Berlusconi, stando a queste dichiarazioni, si basa sulle sue capacità imprenditoriali, sul suo fiuto per gli affari, sul suo lavoro indefesso e su una serie di fortuite circostanze che gli avevano garantito la fiducia dei vari finanziatori [12]. In pratica Silvio Berlusconi è un "self made man".

Televisioni

Berlusconi nell'anno di acquisto di Telemilano
Berlusconi nell'anno di acquisto di Telemilano

Dopo l'esperienza in campo edilizio Berlusconi allargava il proprio raggio d'affari al settore della comunicazione e dei media. Nel 1976, infatti, la sentenza n.202 della Corte Costituzionale apriva la strada all'esercizio dell'editoria televisiva anche ad emittenti locali, fino ad allora appannaggio soltanto dello Stato.

Silvio Berlusconi colse la palla al balzo e nel 1978 rilevava dal fondatore Giacomo Properzj Telemilano, una televisione via cavo, operante dall'autunno del 1974 nella zona residenziale di Milano 2. Tale società due anni dopo prese il nome di Canale 5, assumendo la forma di network a livello nazionale comprendente più emittenti.

L'escalation della società apparve subito folgorante: nello stesso anno trasmetteva il Mundialito, un torneo di calcio fra nazionali sudamericane ed europee, compresa quella italiana. Per tale evento, nonostante gli iniziali pareri sfavorevoli da parte di ministri governativi, otteneva dalla RAI l'uso del satellite e la diretta per la trasmissione in Lombardia, mentre nel resto d'Italia l'evento veniva trasmesso in differita.

A partire dal 1981, Berlusconi iniziava ad utilizzare le proprie molteplici emittenti locali acquistate nel frattempo come se fossero un'unica emittente nazionale: registrando con un giorno di anticipo tutti i programmi e le pubblicità e trasmettendole il giorno seguente in contemporanea in tutta Italia.

Il gruppo si andò allargando con l'acquisto di Italia 1 nel 1982 dall'editore Edilio Rusconi e di Rete 4 nel 1984 dal gruppo editoriale Mondadori.

Il gruppo Fininvest divenne il principale antagonista dell'ex monopolio televisivo RAI.

Negli anni seguenti il network si diffondeva in Europa: in Francia La Cinq (1986) (che fallirà), in Germania Telefünf (1987), in Spagna Telecinco (1989).

Le questioni legali

Silvio Berlusconi e Bettino Craxi in una fotografia del 1984
Silvio Berlusconi e Bettino Craxi in una fotografia del 1984

La creazione di un network di canali televisivi appariva di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della Corte Costituzionale che sin dal 1960 (n. 59/1960) aveva mostrato il suo orientamento in materia. Un tema ripreso anche dal più recente pronunciamento del 1981, dove veniva riaffermata la mancanza di costituzionalità nell'ipotesi di permettere ad un soggetto privato il controllo di una televisione nazionale, considerando questa possibilità, visti gli spazi limitati a disposizione, come una lesione al diritto di libertà di manifestazione del proprio pensiero, garantito dall'articolo 21 della Costituzione.

Diversi pretori intervennero nel 1984, disponendo il sequestro nelle regioni di loro competenza del sistema che permetteva la trasmissione simultanea nel Paese dei tre canali televisivi. In conseguenza di ciò e per protesta, le emittenti Fininvest interessate dal provvedimento apposero sul video un messaggio, rinunciando ad una programmazione canonica.

Dopo quattro giorni, il governo, presieduto da Bettino Craxi, intervenne direttamente nella questione aperta dalla magistratura emanando un decreto legge in grado di rimettere in attività il network creato da Berlusconi, ma il Parlamento, invece di convertirlo in legge, lo rifiutava in quanto incostituzionale, permettendo alla magistratura di riprendere l'azione penale contro Fininvest. Craxi varò quindi un nuovo decreto, ponendolo al Parlamento tramite la questione di fiducia, e riuscendo perciò a farlo passare forzatamente. La legge venne esaminata dalla Corte Costituzionale solo tre anni dopo , e questa la lasciò in vigore sottolineando, però, la sua dichiarata transitorietà.

Nel 1990 con la legge Mammì si tornava a legiferare in materia e veniva stabilito che non si poteva essere proprietari di più di tre canali, senza l'introduzione, però, di limiti che compromettessero l'estensione assunta televisivamente dalle reti di Berlusconi. L'approvazione della legge rinnovava forti polemiche e cinque ministri del Governo Andreotti si dimisero per protesta. Berlusconi, essendo state decise anche norme volte a impedire posizioni dominanti contemporaneamente nell'editoria di quotidiani, venne costretto a cedere le proprie quote della società editrice del Giornale, vendendole, però, al fratello Paolo Berlusconi.

Nel 1994 una nuova sentenza della Corte (la n. 420) dichiarava incostituzionale parte della legge, richiamando la necessità di porre limiti più stretti nella concentrazione di possedimenti in campo mediatico.

Berlusconi continua, quindi, ad operare nel settore tramite l'azienda Mediaset con concessioni a valenza transitoria.

Editoria e media

Nel campo editoriale è il principale editore italiano nel settore libri e periodici, in quanto azionista di maggioranza delle due principali case editrici italiane, Mondadori ed Einaudi, e di alcune case minori (Elemond, Sperling&Kupfer, Grijalbo, Le Monnier, Pianeta scuola, Edizioni Frassinelli, Electa Napoli, Riccardo Ricciardi editore, editrice Poseidona).

Nel campo della distribuzione audiovisiva è stato per un certo periodo socio in Blockbuster Italia. Controlla inoltre il gruppo Medusa Cinema.

Commercio e assicurazioni

Berlusconi nel passato ha effettuato investimenti nel settore della grandi distribuzioni, dal quale è però in seguito uscito, avendo posseduto per vari anni il gruppo Standa (venduto al gruppo Coin; la parte non-food è passata sotto il marchio Oviesse) ed Euromercato (venduto a Carrefour).

Il Gruppo Fininvest, con le società Mediolanum e Programma Italia, ha una forte presenza anche nel settore delle assicurazioni e della vendita di prodotti finanziari.

Sport

È proprietario della squadra di calcio A.C. Milan dal 20 febbraio 1986, della quale è stato presidente fino al 21 dicembre 2004, quando ha dovuto abbandonare la carica in seguito all'approvazione della legge sul conflitto d'interesse. Il 15 giugno 2006, non essendo più Presidente del Consiglio, è tornato ad ricoprire la carica di presidente del Milan.

È il presidente più vincente della storia della formazione rossonera, che sotto la sua reggenza ha conquistato 7 scudetti, 4 Coppe dei Campioni, 5 Supercoppe Italiane, 4 Supercoppe Europee, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa Italia e 1 Mundialito Clubs.

Attività politica

La discesa in campo

Da sinistra, Jacques Chirac, George W. Bush, Tony Blair e Silvio Berlusconi
Da sinistra, Jacques Chirac, George W. Bush, Tony Blair e Silvio Berlusconi

Nel 1994 Silvio Berlusconi entra in politica fondando Forza Italia, un nuovo movimento e partito politico.

La creazione di Forza Italia ha un notevole impatto sulla scena politica italiana. Con un partito nato ufficialmente solo due mesi prima delle elezioni politiche del 1994, Berlusconi vuole attirare l'elettorato italiano di centro e centro-destra rimasto senza partiti rappresentativi dopo gli scandali di Tangentopoli, in seguito ai quali gli elettori indignati avevano decretato la fine del partito della Democrazia Cristiana. La scena politica italiana cambia aspetto, nonostante molti analisti considerassero tardiva l'entrata in scena di Berlusconi (a soli due mesi dalle elezioni), egli riuscì a sfruttare con successo la propria immagine di uomo nuovo ottendendo la vittoria alle elezioni politiche del 1994.

C'è forte dibattito su quali siano i motivi che hanno spinto Silvio Berlusconi ad entrare in politica. Berlusconi ha a più riprese dichiarato pubblicamente di averlo fatto per amore del proprio Paese e contro gli "eredi dei comunisti che stavano per prendere il potere dopo aver scardinato la democrazia con l'uso politico della giustizia" nell'inchiesta di Mani pulite. Alcuni fra i suoi oppositori sollevano invece dei sospetti sul fatto che la discesa in campo fosse avvenuta dopo una situazione di forte indebitamento delle sue aziende e dopo che le stesse avessero subito varie inchieste giudiziarie. (Per approfondimenti si veda la sezione Il dibattito sulle ragioni dell'ingresso in politica)

La questione dell'ineleggibilità

La mai abrogata legge n.361 del 1957 all'articolo 10 afferma: "Non sono eleggibili (...) coloro che (...) risultino vincolati con lo Stato (...) per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica". Dati i numerosi possedimenti in campo mediatico, edilizio e assicurativo della famiglia Berlusconi, Silvio Berlusconi risulterebbe perciò tuttora ineleggibile per la legge italiana.

Tuttavia, la Giunta per le elezioni, anche grazie ad una parte degli esponenti del PDS del neo-segretario Massimo D'Alema, decide nel luglio 1994 di rigettare il ricorso promulgato da alcuni esponenti di centro sinistra, permettendo l'ascesa politica di Berlusconi.

Il "berlusconismo"

Silvio Berlusconi con George W. Bush al quartier generale NATO a Bruxelles il 22 febbraio 2005
Silvio Berlusconi con George W. Bush al quartier generale NATO a Bruxelles il 22 febbraio 2005

Berlusconismo è un termine coniato dal leader di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti per esprimere una critica al modo di fare politica di Berlusconi, in seguito adottatto da alcuni per descrivere più in generale il suo modo di porsi nei confronti dell'opinione pubblica.

Berlusconi si propone come liberale e liberista, l'alternativa alla vecchia politica, un imprenditore al servizio della politica. Il suo stile politico fa sì che si rivolga direttamente al popolo italiano con slogan semplici ed incisivi (Un presidente operaio, Un milione di posti di lavoro, Meno tasse per tutti): è celebre il suo Contratto con gli italiani siglato in diretta televisiva alla trasmissione Porta a porta prima delle elezioni del 2001.

In linea di principio Berlusconi sostiene di voler trasferire le modalità di gestione di una grande azienda al governo della nazione: da qui l'insofferenza per la politica legata alle trattative tra i partiti e ai limiti che la Costituzione della Repubblica Italiana pone al Primo Ministro. Il suo movimento politico, Forza Italia, è nato proprio per identificarsi con il suo fondatore e nella riforma costituzionale approvata nel corso del suo secondo governo (ma poi respinta da un referendum costituzionale), la parte che incrementa i poteri del premier è stata perciò presentata come il modo per rafforzare "l'amministratore delegato dell'Azienda Italia".

Questo modo d'intendere la politica, ha sollevato le critiche di chi riteneva che l'intreccio di interessi imprenditoriali, mediatici e politici rendesse spesso difficile comprendere se, e in quanta parte, le leggi promulgate fossero state o meno ad personam.

Un'altra caratteristica precipua di Berlusconi è il cercare rapporti per quanto possibile di amicizia personale con i suoi interlocutori. Egli stesso ama ricordare i suoi trascorsi di gioventù come cantante e intrattenitore sulle navi da crociera, e nel 2004 ha inciso un disco di canzoni napoletane composte insieme al cantautore napoletano Mariano Apicella. La cura dell'aspetto fisico è altresì un aspetto importante (fautore del jogging, ha subito due lifting nel 2003, e si è sottoposto al trapianto di capelli nel 2004).

In politica estera, Berlusconi si è impegnato nello stabilire rapporti d'amicizia, non solo istituzionali ma anche personali, con diversi leader mondiali, in particolare con il presidente americano George W. Bush, il primo ministro inglese Tony Blair, e il presidente russo Vladimir Putin. Dello sviluppo di tali rapporti Berlusconi ha fatto non solo una caratteristica distintiva della propria politica estera, ma anche un motivo di orgoglio da far fruttare a fini di politica interna.

Bill Clinton, George Bush, George W. Bush e Silvio Berlusconi a Roma in occasione dei funerali di Papa Giovanni Paolo II, nel 2005
Bill Clinton, George Bush, George W. Bush e Silvio Berlusconi a Roma in occasione dei funerali di Papa Giovanni Paolo II, nel 2005

Durante la visita ufficiale di Berlusconi negli Stati Uniti d'America, il 28 febbraio 2006, Bush definì con queste parole il suo rapporto con il presidente del consiglio italiano: "Il mio rapporto" con Silvio Berlusconi "non è personale, ma è strategico ed è importante per i nostri popoli ed è importante per gettare le fondamenta della pace. Ho imparato che Silvio è un uomo che rispetta la parola data. Un uomo che assicura stabilità. C'è anche qualche occasione in cui non andiamo d'accordo, ma almeno so come la pensa... Inoltre ogni volta che lo ricevo alla Casa Bianca mi si solleva il morale, perché è una persona così positiva e così ottimista". [5] Il giorno successivo, il 1° marzo, Berlusconi ha pronunciato un discorso di fronte al Congresso degli Stati Uniti d'America (in precedenza solo Alcide De Gasperi nel 1951, Bettino Craxi nel 1985 e Giulio Andreotti nel 1990 erano stati invitati a tenere un discorso al Congresso americano).
 

Nel discorso Berlusconi, dopo aver ringraziato gli USA "per aver salvato" l'Italia "dal nazismo e dal fascismo", ha raccontato di quando suo padre gli fece promettere che non avrebbe mai dimenticato il sacrificio dei soldati americani giunti in Italia e che avrebbe avuto "eterna gratitudine" per il loro Paese. Il riferimento al fascismo ha sollevato le polemiche di quanti hanno sottolineato che il Ministro per gli Italiani nel Mondo dei Governi Berlusconi, Mirko Tremaglia, sia stato un aderente alla Repubblica Sociale Italiana. Il testo integrale del discorso è disponibile su wikisource.

Un altro tratto distintivo del modo del Cavaliere di porsi nei confronti del pubblico è il frequente ricorso all'umorismo, citando barzellette o "freddando" il suo interlocutore con battute sarcastiche. Questa caratteristica di Berlusconi è molto criticata dai suoi detrattori, che ritengono le sue battute spesso eccessive e poco idonee al suo ruolo istituzionale. Un episodio dibattuto in cui il sarcasmo del premier si manifestò fu quando, durante il semestre italiano di presidenza dell'Unione Europea, nel luglio 2003, rispose alle aspre critiche ai suoi trascorsi giudiziari da parte del parlamentare europeo Martin Schulz (SPD) con: "Signor Schultz, so che in Italia c'è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto".[13] [14] [15]. Altro episodio che fece discutere è la battuta sull'inferiorità della cultura islamica rispetto a quella occidentale, pronunciata poco dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, e l'affermazione secondo cui Mussolini non avrebbe mai ucciso nessuno, ma si limitava a "mandare la gente a fare vacanza al confino".[6] Nel 2005 un'altra affermazione: "Se la sinistra andasse al governo il risultato sarebbe miseria, terrore e morte, come accade in tutti i posti dove governa il comunismo. Gli uomini della sinistra di oggi vengono tutti dal comunismo e hanno tutti lo stesso modo di fare politica, fondato sulla criminalizzazione dell’avversario".[7] Il 4 aprile 2006, a meno di una settimana dalle successive Elezioni Politiche, durante un intervento a Confcommercio, Silvio Berlusconi ha inoltre affermato: "Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi. Scusate il linguaggio rozzo ma efficace".

Questo suo modo di proporsi ha diviso l'opinione pubblica italiana in due fazioni incapaci di trovare un qualsivoglia accordo sulla sua figura.

Altra critica più volte mossa contro di lui è stato il suo rifiuto del confronto diretto con gli avversari politici tra il 1996 e il 2005. Dopo il faccia a faccia con Romano Prodi prima delle elezioni politiche del 1996, per quasi 10 anni ha sempre rifiutato un confronto a due con i propri avversari. Berlusconi si è sempre giustificato dicendo che non intendeva partecipare a confronti con gente che lo aveva insultato. [8] Tuttavia, all'indomani dei risultati delle elezioni regionali 2005, che avevano visto perdere la sua coalizione in 11 regioni su 13, si presentò a sorpresa alla trasmissione televisiva Ballarò di Giovanni Floris in onda su Raitre, offrendosi alla discussione con gli ospiti Massimo D'Alema e Francesco Rutelli. In seguito proprio Berlusconi, durante la campagna elettorale delle Elezioni politiche 2006, accusa il suo avversario Romano Prodi di scappare di fronte ad un nuovo faccia a faccia. La polemica rientrò dopo che si stabilirono regole per il confronto e dopo che Berlusconi rinunciò alla sua conferenza stampa che sarebbe dovuta avvenire dopo l'eventuale confronto e che era stata criticata dal centrosinistra in quanto una conferenza stampa con Berlusconi da solo avrebbe violato la par condicio tra i due candidati premier.

Campagna elettorale ed elezioni del 1994

Per approfondire, vedi la voce Legislature della Repubblica Italiana/XII Legislatura.

Grazie anche ad una massiccia campagna elettorale per la quale Berlusconi sfrutta pienamente i propri canali mediatici e che scatenerà polemiche che si risolveranno nella discussa par condicio, le elezioni politiche del 27 marzo 1994 si risolvono in un successo per il suo partito consociatosi in un'alleanza con Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini e con la Lega Nord di Umberto Bossi. Ma la prima esperienza di governo di Silvio Berlusconi ha vita breve e si conclude in pochi mesi quando la Lega Nord ritira l'appoggio al Governo.

Campagna elettorale 1996 e capo dell'opposizione fino al 2001

Per approfondire, vedi la voce Legislature della Repubblica Italiana/XIII Legislatura.

Le successive elezioni verranno vinte da L'Ulivo, la coalizione di centrosinistra capeggiata da Romano Prodi. Berlusconi guiderà l'opposizione di centro destra fino al 2001. Durante la legislatura collaborerà con Massimo D'Alema alla Bicamerale, che si occuperà principalmente di riforme giudiziarie (per approfondimenti si veda la voce sulle riforme giudiziarie dell'Ulivo).

Campagna elettorale 2001 e capo del governo fino al 2006