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Articolo tratto da Wikipedia e disponibile nel rispetto dei termini della GNU Free Documentation License:

http://it.wikipedia.org/wiki/Berlusconi


ENCICLOPEDIA POLITICA

Silvio Berlusconi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

(Redirect da Berlusconi)
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Image:Berlusconi small2.jpg
Silvio Berlusconi
Data di nascita: 29 settembre 1936
Luogo di nascita: Milano
Data di morte:  
Luogo di morte:  
Coniuge: Carla Dall'Oglio (1965)
Veronica Lario (1985)
Professione: Imprenditore e Politico
Incarico: ex Presidente del Consiglio dei Ministri
Partito: Forza Italia
Coalizione: Casa delle Libertà
Elezione: {{{elezione}}}
Mandato: 23 aprile 2005 - 17 maggio 2006
Predecessore: Giuliano Amato
Successore: Romano Prodi

Silvio Berlusconi (Milano, 29 settembre 1936) è un uomo politico italiano e un imprenditore. Presidente del Consiglio dei Ministri italiano nel 1994 e dal 2001 al 2006, attualmente è deputato alla Camera dei deputati (lo è dal 1994) e consigliere comunale a Milano. Ha ricoperto anche la carica ad interim di Ministro degli Esteri, dell'Economia e della Salute. Secondo Forbes è oggi l'uomo più ricco d'Italia e il 37° più ricco del mondo, con un patrimonio stimato nel 2006 in 11 miliardi di dollari.[1] È il leader di Forza Italia, il movimento politico da lui fondato.

Indice

[nascondi]

Note biografiche

È il primogenito di una famiglia della borghesia milanese. Il padre, Luigi Berlusconi, era impiegato alla Banca Rasini, dove ha lavorato fino a diventarne procuratore generale. Dall'unione matrimoniale di Luigi con Rosa Bossi erano nati rispettivamente, Silvio, Maria Antonietta, nel 1943 e Paolo, nel 1949, oggi anch'esso imprenditore.

Nel 1954 ha conseguito la maturità classica al liceo salesiano S. Ambrogio di Milano, al cui termine si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università Statale, dove si è laureato in legge nel 1961 con lode, presentando una tesi sul contratto pubblicitario, che gli valse una borsa di studio. In quegli anni universitari conobbe anche Marcello Dell'Utri, che diverrà suo braccio destro negli affari e in politica, quando si occuperà della creazione del suo partito, e Fedele Confalonieri.

Si è sposato nel 1965 con Carla Elvira Lucia Dall'Oglio, dalla quale ha avuto due figli: Maria Elvira detta Marina (1966) e Piersilvio (1968). Nel 1985 ha divorziato dalla prima moglie ed ha ufficializzato il legame con Veronica Lario (pseudomino di Miriam Bartolini), ex-attrice, che ha poi sposato nel 1990[2]. Da lei ha avuto altri tre figli: Barbara (1984), Eleonora (1986) e Luigi (1988).

Attività imprenditoriale e personale

Edilizia

Berlusconi ai tempi del suo lavoro nel settore dell'edilizia
Berlusconi ai tempi del suo lavoro nel settore dell'edilizia

Dopo le saltuarie esperienze come agente immobiliare[3] negli anni universitari, Silvio Berlusconi ha iniziato ad occuparsi di edilizia e nel 1961 fondava la Cantieri Riuniti Milanesi Srl insieme al costruttore Pietro Canali. Il primo acquisto consisteva in un terreno in via Alciati (Milano), grazie alla fideiussione del banchiere Carlo Rasini (titolare e cofondatore della Banca Rasini, nella quale lavorava il padre di Berlusconi).

Nel 1963 fonda la Edilnord Sas: Berlusconi era socio d'opera, mentre soci accomandanti erano Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico. Quest'ultimo forniva i capitali attraverso la finanziaria Finanzierungesellschaft fur Residenzen AG di Lugano[4]. Gli anonimi capitali della finanziaria svizzera venivano in parte depositati presso l'International Bank di Zurigo, e pervenivano alla Edilnord attraverso la Banca Rasini.

Nel 1964 veniva aperto un cantiere a Brugherio per edificare una città modello da 4000 abitanti. I primi condomìni erano pronti già nel 1965, ma non si vendevano con facilità[5].

Nel 1968 nasce la Edilnord Sas di Lidia Borsani e C., generalmente chiamata Edilnord 2, acquistando 712 mila mq di terreni nel comune di Segrate, dove sorgerà Milano 2, in seguito alla concessione edilizia ottenuta nel 1969. La Borsani è cugina di Berlusconi.

Nel 1972 veniva liquidata l'Edilnord e creata la Edilnord Centri Residenziali Sas di Lidia Borsani, quest'ultima socia accomandante, con i finanziamenti della Aktiengesellschaft fur Immobilienlagen in Residenzzentren AG di Lugano.

Nel 1973 veniva fondata la Italcantieri, prima come Srl poi in Spa, nel 1975, con Silvio Berlusconi quale presidente. I capitali erano di due fiduciarie svizzere e precisamente della Cofigen[6], legata al finanziere Tito Tettamanti e alla Banca della Svizzera Italiana[7], e della Eti AG Holding di Chiasso[8], il cui amministratore delegato era Ercole Doninelli[9]. Nello stesso anno, tramite l'avvocato Cesare Previti, veniva acquistata ad Arcore la villa Casati Stampa e alcuni terreni contigui da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera minorenne della nota famiglia nobiliare lombarda, rimasta orfana nel 1970, di cui Cesare Previti era tutore legale, pagandola un prezzo di favore.

Nel 1974 veniva costituita l'Immobiliare San Martino, a Roma, amministrata da Marcello Dell'Utri, con il finanziamento di due fiduciarie della BNL, la Servizio Italia Fiduciaria Spa e la Società Azionaria Fiduciaria.

Nel 1977, a coronamento di questa ampia e riuscita attività edilizia, Silvio Berlusconi era nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica allora in carica: Giovanni Leone.

Nel gennaio 1978 veniva liquidata la Edilnord per dare vita alla Milano 2 Spa, costituita a Segrate dalla fusione con l'Immobiliare San Martino Spa.

I finanziamenti di origine ignota

Non è tuttora stato possibile stabilire quali siano le fonti degli ingenti capitali di cui disponeva il giovane imprenditore. Berlusconi, interrogato sulla questione in sede giudiziaria dal PM Ingroia, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Al tempo in cui Luigi Berlusconi era procuratore generale della Banca Rasini, infatti, questa entrò in rapporti d'affari con la Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d'amministrazione figuravano nomi poi divenuti tristemente famosi, come Roberto Calvi, Licio Gelli e Michele Sindona. La stessa banca Rasini fu indicata da Sindona e da altri "pentiti" come coinvolta nel riciclaggio di denaro di provenienza mafiosa[10]. Queste indicazioni assumeranno un importante significato rispetto ad alcune successive ombre sulla figura di Berlusconi (i presunti rapporti con la mafia e l'iscrizione alla loggia massonica Propaganda 2 di Gelli).

Il 7 luglio 1974 il senatore Marcello Dell'Utri, amico di Berlusconi, aveva anche portato il giovane mafioso, Vittorio Mangano, da Palermo nella villa d'Arcore di Berlusconi, appena acquistata, ufficialmente per ricoprire le mansioni di fattore e stalliere. In quel momento Mangano aveva gia subito delle condanne ed era un pregiudicato. Mangano si occuperà di curare la sicurezza della villa, ma anche di accompagnare i figli di Berlusconi a scuola[11]. Berlusconi lo avrà alle sue dipendenze fino alla fine del 1976, quando si licenzierà spontaneamente. Mangano verrà condannato per traffico di droga e per associazione mafiosa semplice, verrà inoltre sospettato di aver rapito il principe Luigi D'Angerio dopo una cena alla villa di Silvio Berlusconi, il 7 dicembre 1974.

Il 26 maggio 1975 era anche scoppiata una bomba a ridosso di un'abitazione di Berlusconi a Milano. Berlusconi, dopo aver ricevuto varie minacce, si era trasferito per qualche mese con la famiglia in Svizzera e successivamente in Spagna.

La difesa

Le ipotesi precedenti, sebbene verosimili, non sono confutate da nessuna prova concreta. Il segreto bancario vigente in Svizzera non aiuta a fare luce su queste vicende.

Stando alle dichiarazioni dello stesso Silvio Berlusconi, fu la liquidazione del padre, Luigi Berlusconi, divenuto poi collaboratore del figlio all'Edilnord e in molti altri momenti cruciali della sua vita imprenditoriale, che servì a finanziare gli inizi della sua attività imprenditoriale e a costituire la metà del capitale dei Cantieri Riuniti Milanesi.

La fortuna di Silvio Berlusconi, stando a queste dichiarazioni, si basa sulle sue capacità imprenditoriali, sul suo fiuto per gli affari, sul suo lavoro indefesso e su una serie di fortuite circostanze che gli avevano garantito la fiducia dei vari finanziatori [12]. In pratica Silvio Berlusconi è un "self made man".

Televisioni

Berlusconi nell'anno di acquisto di Telemilano
Berlusconi nell'anno di acquisto di Telemilano

Dopo l'esperienza in campo edilizio Berlusconi allargava il proprio raggio d'affari al settore della comunicazione e dei media. Nel 1976, infatti, la sentenza n.202 della Corte Costituzionale apriva la strada all'esercizio dell'editoria televisiva anche ad emittenti locali, fino ad allora appannaggio soltanto dello Stato.

Silvio Berlusconi colse la palla al balzo e nel 1978 rilevava dal fondatore Giacomo Properzj Telemilano, una televisione via cavo, operante dall'autunno del 1974 nella zona residenziale di Milano 2. Tale società due anni dopo prese il nome di Canale 5, assumendo la forma di network a livello nazionale comprendente più emittenti.

L'escalation della società apparve subito folgorante: nello stesso anno trasmetteva il Mundialito, un torneo di calcio fra nazionali sudamericane ed europee, compresa quella italiana. Per tale evento, nonostante gli iniziali pareri sfavorevoli da parte di ministri governativi, otteneva dalla RAI l'uso del satellite e la diretta per la trasmissione in Lombardia, mentre nel resto d'Italia l'evento veniva trasmesso in differita.

A partire dal 1981, Berlusconi iniziava ad utilizzare le proprie molteplici emittenti locali acquistate nel frattempo come se fossero un'unica emittente nazionale: registrando con un giorno di anticipo tutti i programmi e le pubblicità e trasmettendole il giorno seguente in contemporanea in tutta Italia.

Il gruppo si andò allargando con l'acquisto di Italia 1 nel 1982 dall'editore Edilio Rusconi e di Rete 4 nel 1984 dal gruppo editoriale Mondadori.

Il gruppo Fininvest divenne il principale antagonista dell'ex monopolio televisivo RAI.

Negli anni seguenti il network si diffondeva in Europa: in Francia La Cinq (1986) (che fallirà), in Germania Telefünf (1987), in Spagna Telecinco (1989).

Le questioni legali

Silvio Berlusconi e Bettino Craxi in una fotografia del 1984
Silvio Berlusconi e Bettino Craxi in una fotografia del 1984

La creazione di un network di canali televisivi appariva di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della Corte Costituzionale che sin dal 1960 (n. 59/1960) aveva mostrato il suo orientamento in materia. Un tema ripreso anche dal più recente pronunciamento del 1981, dove veniva riaffermata la mancanza di costituzionalità nell'ipotesi di permettere ad un soggetto privato il controllo di una televisione nazionale, considerando questa possibilità, visti gli spazi limitati a disposizione, come una lesione al diritto di libertà di manifestazione del proprio pensiero, garantito dall'articolo 21 della Costituzione.

Diversi pretori intervennero nel 1984, disponendo il sequestro nelle regioni di loro competenza del sistema che permetteva la trasmissione simultanea nel Paese dei tre canali televisivi. In conseguenza di ciò e per protesta, le emittenti Fininvest interessate dal provvedimento apposero sul video un messaggio, rinunciando ad una programmazione canonica.

Dopo quattro giorni, il governo, presieduto da Bettino Craxi, intervenne direttamente nella questione aperta dalla magistratura emanando un decreto legge in grado di rimettere in attività il network creato da Berlusconi, ma il Parlamento, invece di convertirlo in legge, lo rifiutava in quanto incostituzionale, permettendo alla magistratura di riprendere l'azione penale contro Fininvest. Craxi varò quindi un nuovo decreto, ponendolo al Parlamento tramite la questione di fiducia, e riuscendo perciò a farlo passare forzatamente. La legge venne esaminata dalla Corte Costituzionale solo tre anni dopo , e questa la lasciò in vigore sottolineando, però, la sua dichiarata transitorietà.

Nel 1990 con la legge Mammì si tornava a legiferare in materia e veniva stabilito che non si poteva essere proprietari di più di tre canali, senza l'introduzione, però, di limiti che compromettessero l'estensione assunta televisivamente dalle reti di Berlusconi. L'approvazione della legge rinnovava forti polemiche e cinque ministri del Governo Andreotti si dimisero per protesta. Berlusconi, essendo state decise anche norme volte a impedire posizioni dominanti contemporaneamente nell'editoria di quotidiani, venne costretto a cedere le proprie quote della società editrice del Giornale, vendendole, però, al fratello Paolo Berlusconi.

Nel 1994 una nuova sentenza della Corte (la n. 420) dichiarava incostituzionale parte della legge, richiamando la necessità di porre limiti più stretti nella concentrazione di possedimenti in campo mediatico.

Berlusconi continua, quindi, ad operare nel settore tramite l'azienda Mediaset con concessioni a valenza transitoria.

Editoria e media

Nel campo editoriale è il principale editore italiano nel settore libri e periodici, in quanto azionista di maggioranza delle due principali case editrici italiane, Mondadori ed Einaudi, e di alcune case minori (Elemond, Sperling&Kupfer, Grijalbo, Le Monnier, Pianeta scuola, Edizioni Frassinelli, Electa Napoli, Riccardo Ricciardi editore, editrice Poseidona).

Nel campo della distribuzione audiovisiva è stato per un certo periodo socio in Blockbuster Italia. Controlla inoltre il gruppo Medusa Cinema.

Commercio e assicurazioni

Berlusconi nel passato ha effettuato investimenti nel settore della grandi distribuzioni, dal quale è però in seguito uscito, avendo posseduto per vari anni il gruppo Standa (venduto al gruppo Coin; la parte non-food è passata sotto il marchio Oviesse) ed Euromercato (venduto a Carrefour).

Il Gruppo Fininvest, con le società Mediolanum e Programma Italia, ha una forte presenza anche nel settore delle assicurazioni e della vendita di prodotti finanziari.

Sport

È proprietario della squadra di calcio A.C. Milan dal 20 febbraio 1986, della quale è stato presidente fino al 21 dicembre 2004, quando ha dovuto abbandonare la carica in seguito all'approvazione della legge sul conflitto d'interesse. Il 15 giugno 2006, non essendo più Presidente del Consiglio, è tornato ad ricoprire la carica di presidente del Milan.

È il presidente più vincente della storia della formazione rossonera, che sotto la sua reggenza ha conquistato 7 scudetti, 4 Coppe dei Campioni, 5 Supercoppe Italiane, 4 Supercoppe Europee, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa Italia e 1 Mundialito Clubs.

Attività politica

La discesa in campo

Da sinistra, Jacques Chirac, George W. Bush, Tony Blair e Silvio Berlusconi
Da sinistra, Jacques Chirac, George W. Bush, Tony Blair e Silvio Berlusconi

Nel 1994 Silvio Berlusconi entra in politica fondando Forza Italia, un nuovo movimento e partito politico.

La creazione di Forza Italia ha un notevole impatto sulla scena politica italiana. Con un partito nato ufficialmente solo due mesi prima delle elezioni politiche del 1994, Berlusconi vuole attirare l'elettorato italiano di centro e centro-destra rimasto senza partiti rappresentativi dopo gli scandali di Tangentopoli, in seguito ai quali gli elettori indignati avevano decretato la fine del partito della Democrazia Cristiana. La scena politica italiana cambia aspetto, nonostante molti analisti considerassero tardiva l'entrata in scena di Berlusconi (a soli due mesi dalle elezioni), egli riuscì a sfruttare con successo la propria immagine di uomo nuovo ottendendo la vittoria alle elezioni politiche del 1994.

C'è forte dibattito su quali siano i motivi che hanno spinto Silvio Berlusconi ad entrare in politica. Berlusconi ha a più riprese dichiarato pubblicamente di averlo fatto per amore del proprio Paese e contro gli "eredi dei comunisti che stavano per prendere il potere dopo aver scardinato la democrazia con l'uso politico della giustizia" nell'inchiesta di Mani pulite. Alcuni fra i suoi oppositori sollevano invece dei sospetti sul fatto che la discesa in campo fosse avvenuta dopo una situazione di forte indebitamento delle sue aziende e dopo che le stesse avessero subito varie inchieste giudiziarie. (Per approfondimenti si veda la sezione Il dibattito sulle ragioni dell'ingresso in politica)

La questione dell'ineleggibilità

La mai abrogata legge n.361 del 1957 all'articolo 10 afferma: "Non sono eleggibili (...) coloro che (...) risultino vincolati con lo Stato (...) per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica". Dati i numerosi possedimenti in campo mediatico, edilizio e assicurativo della famiglia Berlusconi, Silvio Berlusconi risulterebbe perciò tuttora ineleggibile per la legge italiana.

Tuttavia, la Giunta per le elezioni, anche grazie ad una parte degli esponenti del PDS del neo-segretario Massimo D'Alema, decide nel luglio 1994 di rigettare il ricorso promulgato da alcuni esponenti di centro sinistra, permettendo l'ascesa politica di Berlusconi.

Il "berlusconismo"

Silvio Berlusconi con George W. Bush al quartier generale NATO a Bruxelles il 22 febbraio 2005
Silvio Berlusconi con George W. Bush al quartier generale NATO a Bruxelles il 22 febbraio 2005

Berlusconismo è un termine coniato dal leader di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti per esprimere una critica al modo di fare politica di Berlusconi, in seguito adottatto da alcuni per descrivere più in generale il suo modo di porsi nei confronti dell'opinione pubblica.

Berlusconi si propone come liberale e liberista, l'alternativa alla vecchia politica, un imprenditore al servizio della politica. Il suo stile politico fa sì che si rivolga direttamente al popolo italiano con slogan semplici ed incisivi (Un presidente operaio, Un milione di posti di lavoro, Meno tasse per tutti): è celebre il suo Contratto con gli italiani siglato in diretta televisiva alla trasmissione Porta a porta prima delle elezioni del 2001.

In linea di principio Berlusconi sostiene di voler trasferire le modalità di gestione di una grande azienda al governo della nazione: da qui l'insofferenza per la politica legata alle trattative tra i partiti e ai limiti che la Costituzione della Repubblica Italiana pone al Primo Ministro. Il suo movimento politico, Forza Italia, è nato proprio per identificarsi con il suo fondatore e nella riforma costituzionale approvata nel corso del suo secondo governo (ma poi respinta da un referendum costituzionale), la parte che incrementa i poteri del premier è stata perciò presentata come il modo per rafforzare "l'amministratore delegato dell'Azienda Italia".

Questo modo d'intendere la politica, ha sollevato le critiche di chi riteneva che l'intreccio di interessi imprenditoriali, mediatici e politici rendesse spesso difficile comprendere se, e in quanta parte, le leggi promulgate fossero state o meno ad personam.

Un'altra caratteristica precipua di Berlusconi è il cercare rapporti per quanto possibile di amicizia personale con i suoi interlocutori. Egli stesso ama ricordare i suoi trascorsi di gioventù come cantante e intrattenitore sulle navi da crociera, e nel 2004 ha inciso un disco di canzoni napoletane composte insieme al cantautore napoletano Mariano Apicella. La cura dell'aspetto fisico è altresì un aspetto importante (fautore del jogging, ha subito due lifting nel 2003, e si è sottoposto al trapianto di capelli nel 2004).

In politica estera, Berlusconi si è impegnato nello stabilire rapporti d'amicizia, non solo istituzionali ma anche personali, con diversi leader mondiali, in particolare con il presidente americano George W. Bush, il primo ministro inglese Tony Blair, e il presidente russo Vladimir Putin. Dello sviluppo di tali rapporti Berlusconi ha fatto non solo una caratteristica distintiva della propria politica estera, ma anche un motivo di orgoglio da far fruttare a fini di politica interna.

Bill Clinton, George Bush, George W. Bush e Silvio Berlusconi a Roma in occasione dei funerali di Papa Giovanni Paolo II, nel 2005
Bill Clinton, George Bush, George W. Bush e Silvio Berlusconi a Roma in occasione dei funerali di Papa Giovanni Paolo II, nel 2005

Durante la visita ufficiale di Berlusconi negli Stati Uniti d'America, il 28 febbraio 2006, Bush definì con queste parole il suo rapporto con il presidente del consiglio italiano: "Il mio rapporto" con Silvio Berlusconi "non è personale, ma è strategico ed è importante per i nostri popoli ed è importante per gettare le fondamenta della pace. Ho imparato che Silvio è un uomo che rispetta la parola data. Un uomo che assicura stabilità. C'è anche qualche occasione in cui non andiamo d'accordo, ma almeno so come la pensa... Inoltre ogni volta che lo ricevo alla Casa Bianca mi si solleva il morale, perché è una persona così positiva e così ottimista". [5] Il giorno successivo, il 1° marzo, Berlusconi ha pronunciato un discorso di fronte al Congresso degli Stati Uniti d'America (in precedenza solo Alcide De Gasperi nel 1951, Bettino Craxi nel 1985 e Giulio Andreotti nel 1990 erano stati invitati a tenere un discorso al Congresso americano).
 

Nel discorso Berlusconi, dopo aver ringraziato gli USA "per aver salvato" l'Italia "dal nazismo e dal fascismo", ha raccontato di quando suo padre gli fece promettere che non avrebbe mai dimenticato il sacrificio dei soldati americani giunti in Italia e che avrebbe avuto "eterna gratitudine" per il loro Paese. Il riferimento al fascismo ha sollevato le polemiche di quanti hanno sottolineato che il Ministro per gli Italiani nel Mondo dei Governi Berlusconi, Mirko Tremaglia, sia stato un aderente alla Repubblica Sociale Italiana. Il testo integrale del discorso è disponibile su wikisource.

Un altro tratto distintivo del modo del Cavaliere di porsi nei confronti del pubblico è il frequente ricorso all'umorismo, citando barzellette o "freddando" il suo interlocutore con battute sarcastiche. Questa caratteristica di Berlusconi è molto criticata dai suoi detrattori, che ritengono le sue battute spesso eccessive e poco idonee al suo ruolo istituzionale. Un episodio dibattuto in cui il sarcasmo del premier si manifestò fu quando, durante il semestre italiano di presidenza dell'Unione Europea, nel luglio 2003, rispose alle aspre critiche ai suoi trascorsi giudiziari da parte del parlamentare europeo Martin Schulz (SPD) con: "Signor Schultz, so che in Italia c'è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto".[13] [14] [15]. Altro episodio che fece discutere è la battuta sull'inferiorità della cultura islamica rispetto a quella occidentale, pronunciata poco dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, e l'affermazione secondo cui Mussolini non avrebbe mai ucciso nessuno, ma si limitava a "mandare la gente a fare vacanza al confino".[6] Nel 2005 un'altra affermazione: "Se la sinistra andasse al governo il risultato sarebbe miseria, terrore e morte, come accade in tutti i posti dove governa il comunismo. Gli uomini della sinistra di oggi vengono tutti dal comunismo e hanno tutti lo stesso modo di fare politica, fondato sulla criminalizzazione dell’avversario".[7] Il 4 aprile 2006, a meno di una settimana dalle successive Elezioni Politiche, durante un intervento a Confcommercio, Silvio Berlusconi ha inoltre affermato: "Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi. Scusate il linguaggio rozzo ma efficace".

Questo suo modo di proporsi ha diviso l'opinione pubblica italiana in due fazioni incapaci di trovare un qualsivoglia accordo sulla sua figura.

Altra critica più volte mossa contro di lui è stato il suo rifiuto del confronto diretto con gli avversari politici tra il 1996 e il 2005. Dopo il faccia a faccia con Romano Prodi prima delle elezioni politiche del 1996, per quasi 10 anni ha sempre rifiutato un confronto a due con i propri avversari. Berlusconi si è sempre giustificato dicendo che non intendeva partecipare a confronti con gente che lo aveva insultato. [8] Tuttavia, all'indomani dei risultati delle elezioni regionali 2005, che avevano visto perdere la sua coalizione in 11 regioni su 13, si presentò a sorpresa alla trasmissione televisiva Ballarò di Giovanni Floris in onda su Raitre, offrendosi alla discussione con gli ospiti Massimo D'Alema e Francesco Rutelli. In seguito proprio Berlusconi, durante la campagna elettorale delle Elezioni politiche 2006, accusa il suo avversario Romano Prodi di scappare di fronte ad un nuovo faccia a faccia. La polemica rientrò dopo che si stabilirono regole per il confronto e dopo che Berlusconi rinunciò alla sua conferenza stampa che sarebbe dovuta avvenire dopo l'eventuale confronto e che era stata criticata dal centrosinistra in quanto una conferenza stampa con Berlusconi da solo avrebbe violato la par condicio tra i due candidati premier.

Campagna elettorale ed elezioni del 1994

Per approfondire, vedi la voce Legislature della Repubblica Italiana/XII Legislatura.

Grazie anche ad una massiccia campagna elettorale per la quale Berlusconi sfrutta pienamente i propri canali mediatici e che scatenerà polemiche che si risolveranno nella discussa par condicio, le elezioni politiche del 27 marzo 1994 si risolvono in un successo per il suo partito consociatosi in un'alleanza con Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini e con la Lega Nord di Umberto Bossi. Ma la prima esperienza di governo di Silvio Berlusconi ha vita breve e si conclude in pochi mesi quando la Lega Nord ritira l'appoggio al Governo.

Campagna elettorale 1996 e capo dell'opposizione fino al 2001

Per approfondire, vedi la voce Legislature della Repubblica Italiana/XIII Legislatura.

Le successive elezioni verranno vinte da L'Ulivo, la coalizione di centrosinistra capeggiata da Romano Prodi. Berlusconi guiderà l'opposizione di centro destra fino al 2001. Durante la legislatura collaborerà con Massimo D'Alema alla Bicamerale, che si occuperà principalmente di riforme giudiziarie (per approfondimenti si veda la voce sulle riforme giudiziarie dell'Ulivo).

Campagna elettorale 2001 e capo del governo fino al 2006

Silvio Berlusconi e il ministro degli esteri Franco Frattini firmano la Costituzione europea il 29 ottobre 2004.
Silvio Berlusconi e il ministro degli esteri Franco Frattini firmano la Costituzione europea il 29 ottobre 2004.
Per approfondire, vedi la voce Legislature della Repubblica Italiana/XIV Legislatura.

Le elezioni del 2001 portano alla vittoria la coalizione di centrodestra capeggiata da Silvio Berlusconi. Durante la campagna elettorale Berlusconi sigla, presso la trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa, il noto Contratto con gli italiani: un accordo fra lui ed i suoi potenziali elettori in cui si impegna, in caso di vittoria, a realizzare ingenti sgravi fiscali, il dimezzamento della disoccupazione, l'avviamento di decine di opere pubbliche, l'aumento delle pensioni minime e la riduzione del numero di reati; impegnandosi altresì a non ricandidarsi alle successive elezioni nel caso in cui almeno quattro dei cinque punti principali non fossero stati mantenuti.

Berlusconi viene per la seconda volta nominato Presidente del Consiglio, dando inizio al Governo Berlusconi II.


 

Per approfondire, vedi la voce Elezioni politiche italiane del 2006.

Governi presieduti

I temi caldi dell'attività politica e imprenditoriale

Conflitto di interessi

Il conflitto di interessi è l'incompatibilità fra la copertura di cariche istituzionali che hanno in qualche misura potere decisionale su aspetti in cui è coinvolto l'interesse del soggetto, e il ruolo di graranzia che quella carica dovrebbe garantire.

La proprietà di società di assicurazione, di colossi dell'editoria, di imprese turistiche, e così via, acuisce questo problema nella figura di Silvio Berlusconi.

Con riferimento ai mezzi di informazione, si intende per conflitto di interessi l'incompatibilità fra la proprietà di testate giornalistiche o di emittenti radio-televisive con l'assunzione di cariche pubbliche che consentano di controllare o influenzare altre testate o reti concorrenti, il cui controllo, parziale o totale, sia appannaggio della cosa pubblica.

In particolare la proprietà da parte di Berlusconi delle reti Mediaset configurerebbe un conflitto di interesse nella misura in cui, nella sua veste di Presidente del Consiglio, egli fosse in grado di influenzare la nomina degli organismi dirigenti della RAI, televisione pubblica. Tutte le reti italiane, comunque, si devono attenere per legge ai medesimi criteri atti a garantire un'appropriata visibilità a tutti i principali partiti e/o movimenti che si presentano alle elezioni (la cosiddetta Par Condicio). La visibilità dei partiti politici non equivale comunque alla libertà e al pluralismo dell'informazione, che richiede soprattutto voci indipendenti.

Il Consiglio di Amministrazione della RAI è nominato, di comune accordo, dai presidenti del Senato e della Camera dei Deputati. Sebbene entrambi i presidenti siano espressione della maggioranza è prassi consolidata che essi siano scelti in modo da essere accettati anche dalle opposizioni. La ragione di ciò risiede nell'alto profilo istituzionale di queste due figure, che rappresentano rispettivamente la seconda e terza carica dello Stato, subito dopo il Presidente della Repubblica, e che sono quindi tenute ad agire "super partes" in questioni riguardanti l'alto interesse nazionale. Attualmente queste due posizioni sono occupate, rispettivamente, da Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini. Questo approccio è tipico del sistema politico italiano: la Costituzione Italiana, infatti, è stata approvata nel 1948 subito dopo il periodo fascista, e, al fine di prevenire il ritorno a forme di governo dittatoriali, ha posto un'estrema cura nel bilanciare fra di loro i diversi poteri dello Stato, così da evitarne l'eccessiva concentrazione in un'unica persona o istituzione.

Tuttavia secondo il rinomato settimanale britannico The Economist, Berlusconi, nella sua doppia veste di proprietario di Mediaset e Presidente del Consiglio, detiene il controllo di circa il 90% del panorama televisivo italiano[16]. Questa percentuale include sia le stazioni da lui direttamente controllate, sia quelle su cui il suo controllo può essere esercitato in maniera indiretta attraverso la nomina (o l'influenza sulla nomina) degli organismi dirigenti della televisione pubblica. Questa tesi viene negata da Berlusconi che nega di controllare la RAI. Egli sottolinea il fatto che durante il suo governo siano stati nominati presidente della Rai persone facenti riferimento al centrosinistra, in primo luogo Lucia Annunziata. Attualmente il presidente della RAI è Claudio Petruccioli, di centro-sinistra, mentre il ruolo di direttore generale è ricoperto da Alfredo Meocci, esponente dell'UDC.

Il vasto controllo sui media esercitato da Berlusconi è stato più volte ricollegato alla possibilità che i media italiani possano essere soggetti ad una limitazione delle libertà d'espressione. L'Indagine mondiale sulla libertà di stampa 2004 (Freedom of the Press 2004 Global Survey), uno studio annuale pubblicato dall'organizzazione americana Freedom House, ha retroceduto L'Italia dal grado di 'Libera' (Free) a quello di 'Parzialmente Libera' (Partly Free) [9] sulla base dell'influenza di Berlusconi sulla RAI. Un grado raggiunto nell'Europa occidentale solo dalla Turchia. L'indagine dell'anno successivo ha confermato questa situazione con l'aggravante di ulteriori perdite di posizione in classifica. [10]

Reporter senza frontiere dichiara inoltre che nel 2004, "Il conflitto d'interessi che coinvolge il primo ministro Silvio Berlusconi e il suo vasto impero mediatico non è ancora risolto e continua a minacciare la libertà d'espressione".[11] Nell'aprile 2004, la Federazione Internazionale dei Giornalisti si unisce alle critiche, obbiettandosi al passaggio di una legge firmata da Carlo Azeglio Ciampi nel 2003, che i detrattori di Berlusconi ritengono sia destinata a proteggere il suo controllo dichiarato del 90% dei media nazionali. [12]

Il dibattito sulle ragioni dell'ingresso in politica

Silvio Berlusconi, 18 maggio 2004
Silvio Berlusconi, 18 maggio 2004

Uno dei temi della vita di Silvio Berlusconi su cui si è molto dibattuto, sono le ragioni del suo ingresso in politica; i due aspetti più ricorrenti in di questo dibattito sono le sue condizioni economiche e giudiziarie prima e dopo l'ingresso in politica.

Berlusconi ed i suoi sostenitori affermano che la sua enorme ricchezza è una garanzia di onestà, in quanto egli non avrebbe nessun interesse ad utilizzare la politica per arricchirsi ulteriormente, e affermano inoltre che i processi intentati contro di lui siano iniziati solo dopo il suo ingresso in politica, frutto di un complotto dei suoi oppositori che avrebbero cercato di eliminarlo tramite delle persecuzioni giudiziarie. Berlusconi ha inoltre spesso ricordato, sin dall'annuncio del suo ingresso in politica il 26 gennaio 1994 e durante tutta la sua carriera politica, che il motivo principale della sua scesa in politica è lo scongiurare il "pericolo comunista", rappresentato a suo parere dalla vittoria dello schieramento di centrosinistra:

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«Nel '94 scesi in campo perché gli eredi dei comunisti stavano per prendere il potere dopo aver scardinato la democrazia con l'uso politico della giustizia.»
 
(Silvio Berlusconi ne Il Giornale, 30 gennaio 2005, p.5 [13])

L'espressione sull'uso politico della giustizia si riferisce all'inchiesta di Mani pulite.

Alcuni fra i critici di Berlusconi sostengono invece che la vera ragione sarebbe quella di curare i propri interessi, ovvero di salvare le proprie aziende dalla bancarotta e se stesso da condanne giudiziarie.

Aspetti imprenditoriali

Berlusconi si propone, ed è acclamato dai suoi sostenitori, come un imprenditore capace, l'uomo in grado di rendere più efficiente la burocrazia e riformare lo stato. Alcuni stretti collaboratori di Berlusconi, hanno però in alcuni casi affermato che la difficoltà in cui si trovava la Fininvest nei primi anni 90 sia stato uno dei motivi della scesa in campo; ad esempio Marcello Dell'Utri:

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«Silvio Berlusconi è entrato in politica per difendere le sue aziende»
 
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«[...] la situazione della Fininvest con 5 mila miliardi di debiti. Franco Tatò, che all'epoca era l'amministratore delegato del gruppo, non vedeva vie d'uscita: "Cavaliere, dobbiamo portare i libri in tribunale" [...] I fatti poi, per fortuna, ci hanno dato ragione e oggi posso dire che senza la decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con l'inchiesta della P2, andò in carcere e perse l'azienda»
 
(Marcello Dell'Utri, intervistato da Antonio Galdo; l'intervista è stata pubblicata nel libro Saranno potenti? (Spergling & Kupfer, 2003, ISBN 8820035014))

Riguardo all'indebitamento, risulta dal tradizionale rapporto di Mediobanca, che ogni anno analizza le dieci maggiori aziende italiane, che le aziende del gruppo Berlusconi avevano nel 1992 7.140 miliardi di lire di debiti (4.475 finanziari e 2.665 commerciali), mentre il loro capitale netto ammontava a 1.053 miliardi. Essendo questa una situazione ad alto rischio di bancarotta, aumentata dal fatto che nel 1993 gli introiti pubblicitari televisivi registrarono crescita zero (dopo molti anni di aumenti elevati ed ininterrotti), le banche creditrici cominciarono in quel periodo a richiedere il saldo dei conti.

Aspetti giudiziari

Per approfondire, vedi la voce legge ad personam.

Silvio Berlusconi ha più volte dichiarato che dopo il suo ingresso in politica è stato vittima di un persecuzione giudiziaria organizzata dai suoi oppositori.

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«Appena sono sceso in politica, hanno cominciato a fischiare i proiettili delle procure eccellenti per rovesciare il mio governo»
 
(Silvio Berlusconi, 16 ottobre 1998)
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«Da quando sono sceso in campo, la magistratura ha dedicato alla Fininvest un'attenzione e un impegno degni della maggior organizzazione mafiosa»
 
(Silvio Berlusconi, 24 novembre 1995)

Silvio Berlusconi annunciò il suo ingresso in politica il 26 gennaio 1994 tramite uno storico discorso di 9 minuti trasmesso in TV. Già nel 1992 e 1993, la Fininvest, come tutte le altre grandi aziende nazionali, fu oggetto di indagini da parte del pool di Mani pulite e delle Procure di Torino e Roma.

Tali indagini riguardarono varie vicende: presunte tangenti (ai partiti per la gestione delle discariche lombarde e per le licenze del supermercato Le Gru di Grugliasco, a funzionari pubblici per la vendita dei "palazzi d'oro", e altre ancora per gli spot sull'AIDS), le false fatture di Publitalia, i finanziamenti ai congressi di partito e le frequenze televisive.

Silvio Berlusconi ha però più volte ribadito che le indagini hanno seguito la sua scesa in campo, e ha denunciato i magistrati milanesi, presso la procura di Brescia, per il reato di "attentato ad organo costituzionale"; la denuncia è stata archiviata, e nelle motivazioni si legge:

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«Risulta dall'esame degli atti che, contrariamente a quanto si desume dalle prospettazioni del denunciante, le iniziative giudiziarie [...] avevano preceduto e non seguito la decisione di "scendere in campo"»
 
(Carlo Bianchetti, giudice per le udienze preliminari di Brescia, ordinanza di archiviazione della denuncia, 15 maggio 2001)

La Corte d'appello di Venezia, già nel 1990 (quattro anni prima della sua entrata in politica), aveva infatti dichiarato Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona che indagava sulla sua iscrizione alla P2. Da questo reato venne salvato dall'amnistia del 1989.

I rapporti col mondo dell'informazione

Dichiarazione contro Biagi, Santoro e Luttazzi

Per approfondire, vedi la voce Editto bulgaro.

Il 18 aprile 2002, durante la visita di Stato a Sofia in Bulgaria in qualità di presidente del consiglio, Berlusconi rende la celebre dichiarazione (soprannominata dai suoi detrattori il "diktat bulgaro" o l'"Editto di Sofia"):

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«L'uso che i Biagi, i Santoro e i... come si chiama quello là... ah sì, Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è stato criminoso. Preciso dovere della nuova dirigenza Rai è di non permettere più che questo avvenga.»
   

La dichiarazione suscita diverse polemiche in Italia. Alcuni sostenitori di Berlusconi giustificano l'allontanamento dei succitati conduttori come doveroso in uno Stato di diritto, perché i tre lo avrebbero diffamato e avrebbero usato in modo non appropriato il servizio televisivo pubblico (le accuse di diffamazione verranno poi giudicate infondate dal tribunale di Roma con la condanna di Berlusconi al pagamento delle spese processuali) ). Alcuni oppositori di Berlusconi sostengono invece che il servizio pubblico dovrebbe essere caratterizzato dal pluralismo e che un Paese in cui il governo impedisce alle voci ostili di andare in onda è un regime. I partiti di opposizione e la FNSI fecero inoltre notare che l'eventuale realizzazione della dichiarazione di Berlusconi avrebbe potuto costituire un pericoloso precedente.

A partire dal dicembre del 2002 nessuno dei tre soggetti ha più lavorato in RAI. Luttazzi e Biagi non ottennero più alcun contratto, mentre Santoro rifiutò le proposte offertegli di conduzione di programmi in altre fasce orarie meno importanti.

Michele Santoro si rivolge alla magistratura del lavoro, lamentando la violazione del contratto firmato con la RAI, e vince la causa con l'azienda televisiva. La sua elezione nel 2004 a europarlamentare nelle file dello schieramento di centrosinistra ha momentaneamente sospeso l'esecuzione della sentenza. Successivamente, Santoro si è dimesso da europarlamentare, chiedendo il reintegro immediato in RAI. Attualmente, una norma interna vieta a chiunque abbia svolto funzioni di parlamentare a livello nazionale o europeo di condurre trasmissioni durante il periodo di "par condicio". Il rientro in tv del giornalista salernitano è previsto il 21 settembre 2006, con il programma L'"Anno Zero", rif.

La legge Gasparri e Retequattro

Una delle preoccupazioni del governo Berlusconi II è stata il sostenere pubblicamente la necessità del pluralismo in campo televisivo, anche facendo crescere notevolmente il numero di canali televisivi disponibili mediante la cosiddetta Legge Gasparri sul digitale terrestre. Tale legge si distinse a causa del suo iter particolarmente travagliato e per essere stata approvata dopo un rinvio alle camere del Presidente della Repubblica a causa della manifesta incostituzionalità di alcuni articoli.

Le crtiche alla proposta di legge giunsero dai partiti di opposizione, supportati dalla FNSI, e si concentrarono particolarmente sul cosiddetto sistema SIC (Sistema Integrato delle Comunicazioni). A questo proposito le opposizioni sostennero, durante il dibattito parlamentare, che la proposta di legge, pur lasciando immutati i limiti antitrust, li rendeva, di fatto, inefficaci, allargando l'insieme su cui calcolarli. La percentuale del 20% non sarebbe infatti più stata calcolata sulle singole risorse, come i canali televisivi, ma su tutto l'insieme delle risorse di comunicazioni, televisive, radiofoniche ma anche giornalistiche e cartellonistiche.

A seguito del rinvio alle camere il governo varò, nel dicembre del 2003, un decreto legge, definito giornalisticamente "Salva Retequattro", con cui veniva anticipata la parte della legge Gasparri riguardo al digitale terrestre, indicando una moratoria di quattro mesi dopo la quale sarebbe stata verificata l'effettiva diffusione dei canali digitali. Tale decreto permise al gruppo Mediaset di continuare le trasmissioni in chiaro di Retequattro, che a norma di varie sentenze della Corte Costituzionale avrebbe dovuto cedere le sue frequenze a partire dal primo gennaio 2004, mentre dalla stessa data Rai3 non avrebbe potuto trasmettere pubblicità. In entrambi i casi il motivo era legato al superamento del tetto del numero di canali nazionali disponibili: la Corte Costituzionale aveva infatti argomentato che essi non erano 15, bensí 12.

Il pluralismo televisivo rimane comunque tale solamente sulla carta: RAI e Mediaset insieme superano il 90% dei telespettatori e delle risorse pubblicitarie [16].

Dissapori con la tv pubblica

Berlusconi ha sempre avuto rapporti contrastati con la televisione pubblica, da lui spesso accusata di essere, se non totalmente schierata a sinistra, per gran parte controllata dai partiti dell'opposizione (soprattutto Raitre, definita da Berlusconi "una macchina da guerra contro il Presidente del Consiglio"). Questa visione è ovviamente ribaltata secondo il punto di vista dei suoi oppositori.

In piena campagna elettorale per le elezioni politiche, il 12 marzo 2006, Berlusconi prende parte al programma di Raitre "In 1/2 h" (In mezz'ora) condotto dalla giornalista ed ex-presidente della Rai Lucia Annunziata. Al 17° minuto dell'intervista Berlusconi lascia lo studio accusando la giornalista di muoversi sulla base di posizioni di pregiudizio nei suoi confronti e di aperta partigianeria in appoggio della sinistra. Per contro Annunziata rimprovera a Berlusconi l'incapacità di trattare con i giornalisti (il video).

Il presidente della Rai Claudio Petruccioli, pur definendo inaccettabili le accuse di Berlusconi alla tv pubblica, ha criticato l'operato di Annunziata che a suo parere doveva portare fino alla fine la sua trasmissione anziché lasciare che fosse interrotta dopo diciassette minuti.

Berlusconi visto dall'estero

La dicotomia nei confronti di Berlusconi non si ha solamente in Italia, ma anche nell'opinione pubblica mondiale.

Numerosi capi di Stato con simili idee politiche, quali George W. Bush, Vladimir Putin, Aznar, e in misura minore Tony Blair, hanno spesso dimostrato pubblicamente la stima nei suoi confronti. Altri capi di stato e molti media stranieri tendono invece a criticarlo per i suoi conflitti di interessi e la politica spesso definita demagogica.

Germania

Nel 2005, esce "Bye Bye Berlusconi" di Jan Henrik Stahlberg, un'irriverente commedia satirica su Silvio Berlusconi e l'Italia in generale. Il film è stato presentato in concorso alla 56esima Berlinale di Berlino. La pellicola è stata girata in economia, gli attori non sono stati pagati, il film è costato meno di 90 mila dollari. Paradossalmente l'opera di Stahlberg è già stata acquistata in molti Paesi europei (Germania, Francia, Ungheria, Polonia, Austria e Svizzera) mentre non ha ancora trovato distribuzione in Italia.

Gran Bretagna

La BBC sul suo sito internet ha dedicato una intera pagina (unico caso al mondo) alle gaffe di Berlusconi, intitolata "Berlusconi in his own words" (traduzione Berlusconi, con parole sue).

Uno dei maggiori critici di Berlusconi tra i media stranieri è stato il settimanale britannico The Economist (soprannominato da Berlusconi "The Ecommunist"), che l'11 aprile 2001 gli inviò una lettera contenente 51 domande nel tentativo di risolvere alcune questioni rimaste senza risposta, come:

  • L'affare SME
  • Le sue dichiarazioni spontanee
  • La denigrazione di Romano Prodi
  • La sua richiesta di medaglia d'oro
  • Le sue altre prove
  • La sua precedente carriera in affari

Berlusconi si rifiutò di rispondere e, il 2 maggio 2001, presentò un documento per diffamazione contro L'Economist alla corte di Roma, a cui il settimanale rispose pubblicando lettere aperte contro di lui.

Una delle critiche più aspre nei confronti di Silvio Berlusconi è giunta però dal quotidiano The Guardian che in un articolo del 16 marzo 2006 dal titolo "I Nuovi Laburisti devono riconoscere che Berlusconi è il diavolo" ritenne l'alleato di Blair un diretto discendente di Mussolini ed una grave minaccia alla democrazia in Italia e nel resto d'Europa.

Stati Uniti d'America

George W. Bush e Silvio Berlusconi discutono nel colonnato esterno della Casa bianca
George W. Bush e Silvio Berlusconi discutono nel colonnato esterno della Casa bianca

Il 21 agosto 2003, la trasmissione Wide Angle dell'emittente pubblica PBS (Public broadcasting service) trasmette un documentario su Berlusconi dal titolo The Prime Minister and the Press, un'inchiesta giornalistica sulla sua ascesa dalla televisione al vertice del governo italiano.

Il documentario, prodotto dalla Stefilm di Torino, dalla tv di stato finlandese Yle, dalla francotedesca arte e da Channel 13 di New York, sotto la direzione di Susan Gray, con il nome di Citizen Berlusconi (una somiglianza con Citizen Kane, il film di Orson Welles in Italia chiamato Quarto potere) è stato in seguito trasmesso anche in Svezia, Norvegia, Paesi Bassi, Finlandia, Australia e Svizzera. In Italia è giunto sotto forma di DVD, distribuito dal settimanale Internazionale.

Sembra che alcuni diplomatici italiani fecero pressioni all'estero perché il documentario non venisse trasmesso. In particolare la Norvegia accusò l'ambasciata italiana ad Oslo di censura, sostenendo che venne chiesta agli organizzatori dello European Documentary Festival di non trasmettere il documentario, adducendo come motivazione ufficiale che si trattasse di "problemi tecnici". La notizia, ripresa dalla tv norvegese NRK, venne in seguito confermata anche dai produttori italiani della pellicola.

La direttrice del festival e del Norsk Filminstitutt, Vigdis Lian, smentì però l'accusa, sostenendo che Citizen Berlusconi era un attacco personale al presidente del Consiglio italiano e che non sarebbe stata una buona idea trasmetterlo, visto che l'ambasciata italiana era tra i finanziatori del festival.

Svezia

La tv di stato, SVT, nel febbraio 2005, trasmette uno spot televisivo autopromozionale presentando Berlusconi come un modello di comportamento opposto a quello portato avanti da loro in Svezia. Usando come sfondo sequenze d'immagini che ritraggono Berlusconi e le sue televisioni, tratte dal documentario della PBS e insieme a loro coprodotto The Prime Minister and the Press, che ha documentato il pubblico scandinavo sulla questione dei suoi rapporti con i media, viene nello spot descritto come una persona che ha privato di libertà l'informazione italiana e che ha vinto competizioni elettorali grazie all'ausilio delle sue reti televisive.

Procedimenti giudiziari a carico di Berlusconi

Per la descrizione dettagliata di ogni singolo processo, vedi la voce Silvio Berlusconi/Procedimenti giudiziari.

Alcuni dei procedimenti giudiziari a cui Silvio Berlusconi è stato sottoposto, si sono conclusi con una sentenza definitiva che ha riconosciuto la colpevolezza dell'imputato, per reati quali corruzione giudiziaria, falsa testimonianza, finanziamento illecito a partiti e falso in bilancio.

In altri procedimenti Silvio Berlusconi è stato invece assolto nel merito, oppure le indagini sono state archiviate.

Nei processi in cui è stato riconosciuto colpevole con sentenza definitiva non è stato tuttavia condannato, grazie ad amnistie, attenuanti generiche causanti prescrizione, e nuove norme, approvate dal suo stesso governo, che hanno modificato il reato di falso in bilancio. Alcuni procedimenti inoltre sono ancora in corso.

Su tutti questi procedimenti giudiziari c'è acceso dibattito.

Berlusconi ed i suoi sostenitori affermano che questi processi sono basati su teoremi senza alcun riscontro di prove, e costituiscono una persecuzione giudiziaria orchestrata delle toghe rosse, ovvero da magistrati vicini ai partiti e alle ideologie di sinistra (iscritti a Magistratura democratica), che utilizzerebbero illegittimamente la giustizia a fini di lotta politica [17] [18]. Essi affermano inoltre che Berlusconi è uscito a testa alta da tutti i processi, pienamente scagionato da ogni accusa.

I critici di Berlusconi sostengono invece che i processi sono iniziati ben prima della scesa in campo, che se non fosse entrato in politica sarebbe finito in bancarotta o in galera[19], e che proprio grazie alle leggi "leggi ad personam" varate dal suo governo ha evitato di essere condannato; e riguardo all'accusa sulle "toghe rosse", essi sostengono che Berlusconi, rispetto ad altri imputati, è stato fortunato nel vedersi riconoscere le attenuanti generiche dai giudici, cosa che ad esempio non è avvenuta per Cesare Previti, condannato in primo e secondo grado per una stessa vicenda[20].

Di seguito viene fornito un riassunto delle sentenze.

Sentenze di colpevolezza

Reati estinti per prescrizione con concessione di attenuanti

La Corte di Cassazione ha ribadito che, riguardo ai casi di prescrizione dovuta alla concessione di attenuanti, "Qualora l'applicazione della causa estintiva della prescrizione del reato sia conseguenza della concessione di attenuanti, la sentenza si caratterizza per un previo riconoscimento di colpevolezza dell'imputato ed è fonte per costui di pregiudizio" (Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza n. 5069 del 21 maggio 1996). Di seguito le sentenze che ricadono in tale categoria:

  • Lodo Mondadori, corruzione giudiziaria (attenuanti generiche, sentenza definitiva)
  • Caso All Iberian 1, 23 miliardi di tangenti a Craxi (attenuanti generiche, sentenza definitiva)
  • Sme-Ariosto 1 - imputazione sui 434.404 dollari a Renato Squillante, corruzione giudiziaria (attenuanti generiche in I grado, appello cancellato dalla legge Pecorella)
  • Caso Lentini, falso in bilancio (attenuanti generiche e nuova legge intervenuta, sentenza definitiva)

Reati estinti per intervenuta amnistia

  • Falsa testimonianza P2 (amnistiato, sentenza definitiva)
  • Terreni Macherio, imputazione per uno dei due falsi in bilancio (amnistiato, sentenza definitiva)

Imputazioni che non costituiscono più reato

  • Caso All Iberian 2 (falso in bilancio, sentenza di I grado)

Assoluzioni per insufficienza di prove

  • Sme-Ariosto 1 - imputazione su vendita Iri, corruzione giudiziaria (insufficienza di prove in I grado, appello cancellato dalla legge Pecorella)
  • 4 Tangenti alla guardia di finanza (insufficienza di prove per stabilire se le abbia autorizzate Silvio Berlusconi o il fratello Paolo, sentenza definitiva)
  • Medusa cinematografica, falso in bilancio (assoluzione con formula dubitativa, in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essersene accorto, sentenza definitiva)
  • Sme-Ariosto 2, falso in bilancio (stralciato in base alla nuova legge sul falso in bilancio)

Assoluzioni nel merito

  • Sme-Ariosto 1 - imputazione su due versamenti a Renato Squillante, corruzione giudiziaria (assoluzione piena in I grado, appello cancellato dalla legge Pecorella)
  • Terreni Macherio, imputazione per appropriazione indebita, frode fiscale, e uno dei due falsi in bilancio (assoluzione nel merito, sentenza definitiva)

Indagini archiviate

  • Bilanci Fininvest 1988-1992, falso in bilancio e appropriazione indebita (calcolo prescrizione in base alla nuova legge sul falso in bilancio)
  • Consolidato Fininvest, falso in bilancio (calcolo prescrizione in base alla nuova legge sul falso in bilancio)
  • spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest (archiviazione per insufficienza di prove)
  • traffico di droga (l'indagine non ha rilevato nulla di penalmente perseguibile)
  • tangenti fiscali Pay-tv
  • Stragi 92-93, concorso in strage (scadenza dei termini d'indagine)
  • Concorso esterno in associazione mafiosa assieme a Marcello Dell'Utri, riciclaggio di denaro sporco (scadenza dei termini d'indagine)

Procedimenti in corso

  • Diritti televisivi, falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita (indagini in corso)
  • Tangenti a David Mills, corruzione giudiziaria (indagini in corso)
  • Telecinco, violazione della legge antitrust spagnola e frode fiscale (sospeso in attesa che Berlusconi non sia più presidente del consiglio)

Riconoscimenti

Nel 1977 è stato nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della repubblica allora in carica, Giovanni Leone.

Il 27 novembre 1991 ha ricevuto una laura honoris causa in ingegneria gestionale dall'Università della Calabria.

Il 2 marzo 2006, negli Stati Uniti d'America, durante l'annuale celebrazione del "saluto alla Libertà", la Intrepid Foundation, ente privato statunitense, lo ha insignito del premio Libertà Intrepid 2006 per "la coraggiosa leadership contro il terrorismo" al fianco degli USA.

Voci correlate

Riferimenti e note

  1. Silvio Berlusconi, l'uomo più ricco d'Italia secondo la classifica delle persone più ricche del mondo pubblicata su Forbes.com. Nel 2004 era al 30° posto, mentre nel 2005 era al 25° posto.
  2. Viene qui usato il termine "ufficializzato" in quanto Silvio Berlusconi iniziò la relazione con Veronica Lario prima di ottenere il divorzio da Carla Dall'Oglio (la figlia Barbara, infatti, è nata in data precedente al matrimonio).
  3. Il sito di Forza Italia parla di attività nei panni di direttore commerciale e, dopo sei mesi, di direttore generale [1].
  4. Le due finanziarie che facevano capo a Carlo Rezzonico erano controllate dalla Discount Bank Overseas Limited, con sede a Tel Aviv e filiali a Lugano, Ginevra e Milano
  5. Il sito di Forza Italia parla di "terribile crisi del mercato edilizio", in pieno boom economico [2].
  6. La Cofigen era stata creata qualche settimana prima della Italcantieri ed era controllata per il 50% dalla Banca della Svizzera Italiana e per il 48% dalla Privat Kredit Bank, quest'ultima era controllata in gran parte dalla Cofi Compagnie de l’Occident pour la Finance et l’Industrie, creazione della stessa Banca della Svizzera Italiana, della Société de Banque Suisse e della Cassa Lombarda di Milano.
  7. Tettamanti di fatto controllava la Banca della Svizzera Italiana e sembra fosse implicato in diversi affari che hanno influenzato l'economia italiana come il caso Enimont e quello della Merchant Bank di Sergio Cragnotti.
  8. Di fatto era intestata ad un praticante notaio e ad una casalinga, Stefania Doninelli, moglie di Ercole Doninelli. La società nasceva da un complessa sistema di scatole cinesi al cui capo c'era la Interchange Bank, nata con capitali italiani, svizzeri e venezuelani.
  9. Ercole Doninelli era titolare della Fimo di Chiasso, una finanziaria che in seguito si è trovata coinvolta in diverse indagini giudiziarie sul riciclaggio del denaro derivante dal narcotraffico colombiano e su diversi crack finanziari in Italia, Francia, Belgio e Paesi Bassi [3].
  10. . In questo modo si può comprendere la grossa presenza di finanziatori svizzeri nei primi anni di attività di Berlusconi. Per approfondire il sistema di riciclaggio si rimanda a J.Ziegler, La Svizzera lava più bianco, Mondadori, Milano 1992.
  11. «Berlusconi ha assunto Mangano, gliel'ho presentato io, è verissimo, tra tante persone che c'erano in concorso per quella posizione, e ai quali Berlusconi ha addirittura affidato la casa, e il signor Mangano accompagnava anche i figli di Berlusconi a scuola. Non vedo niente di strano nel fatto che io abbia frequentato in questa maniera il signor Mangano, e lo frequenterei ancora adesso» (Marcello Dell'Utri, Tgr Sicilia, 1 luglio 1996).
  12. «Berlusconi deve tirar fuori tutta la sua creatività e la sua tenacia. Lavora giorno e notte, sabato e domenica. Inventa nuove formule di pubblicità e di promozione diretta, di commercializzazione...» [4]
  13. Berlusconi in EU 'Nazi' slur, su BBC news, 2 luglio 2003.
  14. Semestre Ue, debutto italiano tra le polemiche, su Rai net news, 2 luglio 2003.
  15. Video dello scontro tra Berlusconi e Martin Schultz versione breve (formato real player), versione completa con elementi non neutrali.
  16. 16,0 16,1 Fit to run Italy? articolo dell'The Economist del 16 aprile 2001.
  17. Silvio Berlusconi intervistato da Bruno Vespa nel libro La scossa (Bruno Vespa, 2001, Mondadori, ISBN 8804489529)
  18. Dichiarazioni del 21 luglio 1994, 5 aprile 1995, 16 gennaio 1996, 8 agosto 1998, 17 marzo 1999 riportate sul libro Le mille balle blu, pp. 73, 77-79, 87 (Peter Gomez e Marco Travaglio, 2006, Rizzoli, ISBN 8817009431).
  19. Fedele Confalonieri intervistato su la Repubblica del 25 giugno 2000, p.11: "La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori".
  20. Le mille balle blu, pp. 463-464 (Peter Gomez e Marco Travaglio, 2006, Rizzoli, ISBN 8817009431).

Bibliografia

  • Luca Ricolfi, Dossier Italia:A che punto è il contratto con gli italiani, il Mulino, Bologna, 2005, ISBN 8815104763
  • D'Alessandro, Luca - Berlusconi, ti odio. Le offese della Sinistra al premier pubblicate dall'agenzia ANSA - Mondadori, 2005, ISBN 8804549610
  • Marco Travaglio, Elio Veltri, L'odore dei soldi, Editori Riuniti
  • Giovanni Ruggeri, Gli affari del presidente, Kaos Edizioni
  • Ferrari, Giorgio - Il padrone del diavolo: storia di Silvio Berlusconi / Giorgio Ferrari - Milano - 1990
  • Dalla Chiesa, Nando - La fantastica storia di Silvio Berlusconi: dell'uomo che porto il paese in guerra senza avere fatto il servizio militare - Milano - 2004
  • Bocca, Giorgio <1920- > - Piccolo Cesare / Giorgio Bocca - Milano - 2002
  • Santarelli, Enzo - Il vento di destra: dalla liberazione a Berlusconi / Enzo Santarelli; intervista di Aldo Garzia - Roma - 1994
  • Tranfaglia, Nicola - La resistibile ascesa di Silvio B.: dieci anni alle prese con la corte dei miracoli / Nicola Tranfaglia; a cura - Milano - [2004]
  • Ginsborg, Paul - Berlusconi: ambizioni patrimoniali in una democrazia mediatica / Paul Ginsborg; traduzione di Emilia Benghi - Torino - 2003
  • Statera, Gianni - Il volto seduttivo del potere: Berlusconi, i media, il consenso / Gianni Statera - Roma - 1995
  • Lane, David - L'ombra del potere / David Lane; traduzione di Fabio Galimberti - Roma - 2005
  • Prospero, Michele - Lo Stato in appalto: Berlusconi e la privatizzazione del politico / Michele Prospero - San Cesario di Lecce - [2003]
  • Berlusconi 1: gli inizi misteriosi, i compari della P2, gli amici di Tangentopoli, i soci ambigui, i collaboratori - Groppello Cairoli - 1993
  • Farinotti, Pino - I maghi del canale / Pino Farinotti - Milano - 1985
  • Cordero, Franco - Le strane regole del signor B. / Franco Cordero - Milano - 2003
  • Lehner, Giancarlo - Storia di un processo politico: giudici contro Berlusconi, 1994-2002 / Giancarlo Lehner - Milano - 2003
  • Sylos Labini, Paolo - Berlusconi e gli anticorpi: diario di un cittadino indignato / Paolo Sylos Labini - Roma etc. - 2003
  • Setta, Monica - Berlusconi sul sofa / Monica Setta; prefazione di Indro Montanelli - Napoli - 1994
  • Forconi, Augusta - Parola da Cavaliere / Augusta Forconi; prefazione di Raffaele Simone - Roma - 1997
  • Santarelli, Enzo - Profilo del berlusconismo / Enzo Santarelli - Roma - 2002
  • Un anno in rosso: perche fallisce la politica economica e sociale del governo Berlusconi / a cura di Iginio Ariem - Roma - 2002
  • Colombo, Furio - Il libro nero della democrazia: vivere sotto il governo Berlusconi / Furio Colombo, Antonio Padellaro - Milano - 2002
  • Mascia, Gianfranco - Vademecum della bugia: da Stalin a Berlusconi / Gianfranco Mascia; prefazione: Nando Dalla Chiesa - Genova - 2002
  • Ruggeri, Giovanni - Berlusconi: gli affari del presidente / Giovanni Ruggeri - \Milano! - 1994
  • Abruzzese, Alberto - Elogio del tempo nuovo: perche Berlusconi ha vinto / Alberto Abruzzese - Genova - 1994
  • Guarino, Mario <1940- > - La vita segreta di Lady Berlusconi / Mario Guarino - Milano - 1996
  • Madron, Paolo - Le gesta del cavaliere / Paolo Madron - Milano - 1994
  • Sisti, Leo - L'intoccabile: Berlusconi e Cosa nostra / Leo Sisti, Peter Gomez - Milano - 1997
  • Benigni, Glauco - Re Media: gli uomini che posseggono i sistemi di comunicazione del pianeta: Ted Turner... etc. / Glauco Benig - Milano - 1989
  • Il governo Berlusconi: le parole, i fatti, i rischi / F. Armao... \et al.; a cura di Francesco Tuccari - Roma etc. - 2002
  • Orlando, Federico - Lo Stato sono io: l'ultimo governo della guerra fredda / Federico Orlando - Roma - 2002
  • Falanca, Simone - Alfa e Beta: cosa c'entrano Berlusconi e Dell'Utri con la stagione delle bombe 1992-93? / Simone Falanca - Genova - 2003
  • Froio, Felice - Il cavaliere incantatore: chi e veramente Berlusconi / Felice Froio - Bari - 2003
  • Fiori, Giuseppe <1923- > - Il venditore: storia di Silvio Berlusconi e della Fininvest / Giuseppe Fiori - \Milano - 1995
  • Benedetti, Amedeo - Il linguaggio e la retorica della nuova politica italiana: Silvio Berlusconi e Forza Italia / Amedeo Benedetti - Genova - stampa 2004
  • La notte della democrazia italiana: dal regime fascista al governo Berlusconi / a cura di Gianpasquale Santomassi - Milano - 2003
  • Barbacetto, Gianni - B.: tutte le carte del Presidente / Gianni Barbacetto - Milano - [2004]
  • Guarino, Mario <1940- > - Fratello P2 1816: l'epopea piduista di Silvio Berlusconi / Mario Guarino - Milano - 2001
  • Ruggeri, Giovanni - Berlusconi: inchiesta sul signor TV / Giovanni Ruggeri, Mario Guarino - Milano - 1994
  • D'Anna, Stefano E. - Berlusconi in concert / Stefano E. D'Anna, Gigi Moncalvo - London - 1994 Viareggio
  • Fiori, Giuseppe <1923- > - Il venditore: storia di Silvio Berlusconi e della Fininvest / Giuseppe Fiori - \Milano! - 1996
  • Orlando, Federico - Il sabato andavamo ad Arcore: la vera storia, documenti e ragioni, del divorzio tra Berlusconi e Montanelli / Fed - Bergamo - stampa 1995
  • Montanelli, Indro - L'Italia di Berlusconi: 1993-1995 / Indro Montanelli, Mario Cervi. - [Milano]: Rizzoli, 1995
  • Corrias, Pino - 1994 colpo grosso / Pino Corrias, Massimo Gramellini, Curzio Maltese. Milano, 1994
  • Lehner, Giancarlo - La strategia del ragno: Scalfaro, Berlusconi e il Pool / Giancarlo Lehner. - Milano, 1996
  • Ferrari, Giorgio - Il padrone del diavolo: storia di Silvio Berlusconi / Giorgio Ferrari. - Milano, 1990
  • Corbi, Alessandro - Berlusconate / Alessandro Corbi, Pietro Criscuoli - Roma, 2003
  • Nigra, Amedeo - The egg of Berlusconi: how to create an economic boom and social welfare through business enterprise methods / Amedeo Nigra. - Milano, 2000
  • Gomez, Peter - Travaglio, Marco - Bravi ragazzi: la requisitoria Boccassini e l'autodifesa di Previti & c.: tutte le carte dei processi Berlusconi-toghe sporche / Peter Gomez, Marco Travaglio. - Roma, 2003
  • Amadori, Alessandro - Mi consenta: metafore, messaggi e simboli: come Silvio Berlusconi ha conquistato il consenso degli italiani / Alessandro Amadori. - Milano, 2004
  • Amadori, Alessandro - Mi consenta: episodio 2: Silvio Berlusconi e l'esercito dei cloni / Alessandro Amadori. - Milano, 2003
  • Carresi, Alessandro - Ascesa e declino di un Pinocchietto italiano / a cura di Alessandro Carresi; prefazione di Giulietto Chiesa. - Reggio Calabria, 2004
  • Berlusconi, Silvio - L'Italia che ho in mente: i discorsi a braccio / di Silvio Berlusconi; prefazione di Paolo Guzzanti. - 14. ed. - Milano, 2001
  • Travaglio, Marco - Montanelli e il Cavaliere: storia di un grande e di un piccolo uomo / Marco Travaglio; prefazione di Enzo Biagi. - Milano, 2004.
  • Ariemma, Igino - Alla deriva: il fallimento della politica economica e sociale del governo Berlusconi: storia, dati, documenti / a cura di Iginio Ariemma e Stefano Menichini. -- Roma, 2003
  • De Angeli, Floriano - Archivio Berlusconi, Cuccia & Co. Primo quaderno monografico. Le connections con mafia e massoneria: guida all'archivio / a cura di Floriano De Angeli. -- Gropello Cairoli, 1994
  • Pepino, Livio - Attacco ai diritti: giustizia, lavoro, cittadinanza sotto il governo Berlusconi / a cura di Livio Pepino. -- Roma, 2003
  • Caniglia, Enrico - Berlusconi, Perot e Collor come political outsider: media, marketing e sondaggi nella costruzione del consenso politico. - Soveria Mannelli, 2000
  • Berlusconi, Silvio - La forza di un sogno: i discorsi per cambiare l'Italia di Silvio Berlusconi / introduzione di Sandro Bondi. - Milano, 2004
  • Marro, Enrico. Sette mesi di Berlusconi: L'altra volta è andata così / Enrico Marro, 2. ed. - Roma, 2001.
  • Feltri, Vittorio e Brunetta, Renato - Tutte le balle su Berlusconi. Manuale di conversazione politica elettorale. - Free foundation, 2005, ISSN 1591-0423

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