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Articolo tratto da Wikipedia e disponibile nel rispetto dei termini della GNU Free Documentation License:

http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Ratzinger


ENCICLOPEDIA POLITICA

Papa Benedetto XVI

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

(Redirect da Papa Ratzinger)
Benedetto XVI
Papa della Chiesa cattolica
Immagine di papa Benedetto XVI
'
Stemma pontificio di Benedetto XVI
Al secolo: Joseph Alois Ratzinger
Nato Marktl am Inn, 16 aprile 1927
Elezione
al pontificato
19 aprile 2005
Consacrazione: 24 aprile 2005
Fine del
pontificato:
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Predecessore: papa Giovanni Paolo II
Successore: {{{successore}}}
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Antipapi: {{{antipapi}}}
Elenchi dei papi: cronologico · alfabetico
Progetti Cattolicesimo e Storia · uso tabella
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«Cari fratelli e sorelle, dopo il grande papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare e agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere, nella gioia del Signore risorto, fiduciosi del Suo aiuto permanente. Andiamo avanti, il Signore ci aiuterà, e Maria, Sua Santissima Madre, sta dalla nostra parte»
 
(Le prime parole da Papa di Benedetto XVI)

Benedetto XVI (Benedictus XVI), nato Joseph Alois Ratzinger (Marktl am Inn, 16 aprile 1927), è il 265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica (il 264° successore di Pietro, anche se il suo è il 267° pontificato, dal momento che Benedetto IX è stato papa ben tre volte), nonché Primate d'Italia e sovrano dello Stato Vaticano (accanto agli altri titoli connessi al suo ruolo). È stato eletto al soglio di Pietro il 19 aprile 2005.

Il 25 gennaio 2006 è stato diffuso il testo della sua prima lettera enciclica che porta il titolo di Deus caritas est (Dio è amore). L'enciclica è stata un grande successo editoriale in Italia ed in tutto il mondo.

Indice

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Biografia

Le origini e la gioventù

Il padre era un commissario di gendarmeria e proveniva da una modesta famiglia di agricoltori della bassa Baviera, la madre era di Rimsting, sul lago Chiem in Baviera, era figlia di artigiani e, prima di sposarsi, aveva fatto la cuoca in diversi alberghi.

La sua giovinezza non fu facile. La fede della sua famiglia lo preparò alla dura esperienza nazista: egli ha ricordato di aver visto il suo parroco bastonato dai nazisti prima della celebrazione della Santa Messa e di aver conosciuto il clima di forte ostilità nei confronti della Chiesa cattolica in Germania.

Al compimento dei 14 anni, come tutti i suoi coetanei, fu arruolato per legge nella Gioventù hitleriana (contava 5 milioni di membri coscritti nel 1941): tale legge, nelle modifiche introdotte nel 1941, abbassava a 10 anni l'età in cui i ragazzi tedeschi dovevano iscriversi pena la deportazione nei campi di concentramento.

A 16 anni fu arruolato a Monaco col compito di caricare granate ("shell passer"), in un reparto di artiglieria contraerea esterno alla Wehrmacht che difendeva gli stabilimenti della BMW. Nell'aprile del 1944 disertò - come racconta nella sua autobiografia La mia vita - evitando la fucilazione prevista per i disertori grazie ad un sergente compassionevole che lo fece scappare. Con la disfatta tedesca, nell'aprile 1945 Ratzinger fu internato dagli Alleati per alcune settimane in un campo vicino Ulm come prigioniero di guerra; venne rilasciato il 19 giugno 1945.

Nella stessa autobiografia ha precisato che non sparò mai un colpo né prese mai parte ad un combattimento, al quale non avrebbe materialmente potuto partecipare a causa di un dito malato. Alcune notizie sui suoi presunti legami col nazismo vennero pubblicate il giorno della sua elezione pontificia da Il manifesto (che lo definì provocatoriamente "il pastore tedesco"). I suoi biografi mettono in risalto l'opposizione al nazismo da parte della famiglia Ratzinger e il fatto che Joseph non si sia mai iscritto al partito.

Gli studi

Ratzinger studiò filosofia all'università di Monaco e successivamente nella scuola superiore di Filosofia e Teologia di Frisinga, dove discusse la tesi di teologia dal titolo Popolo e casa di Dio nella dottrina della Chiesa di sant'Agostino. Nel periodo di Frisinga fu ospitato al collegio Georgianum, una specie di seminario interdiocesano per tutti i candidati al sacerdozio della Baviera. Ratzinger parla di quegli anni come di un periodo culturalmente molto ricco e stimolante. Venne ordinato sacerdote il 29 giugno del 1951. Colui che sarebbe poi diventato il custode dell'ortodossia cattolica alla guida dell'ex Sant'Uffizio nel 1956 presentando la tesi di abilitazione all'insegnamento per la cattedra di dogmatica e teologia fondamentale a Frisinga, dal titolo La teologia della storia di San Bonaventura, venne accusato dall'insegnante correlatore Michael Schmaus di un pericoloso modernismo, che doveva condurre verso la soggettivizzazione del concetto di rivelazione. La tesi fu opportunamente modificata (conservando comunque la struttura di pensiero) e l'anno successivo Ratzinger superò l'esame di abilitazione alla libera docenza. I suoi contrasti con il correlatore, sorti soprattutto perché ne aveva criticato le posizioni considerate ormai superate, favorirono un avvicinamento a Karl Rahner che Schmaus aveva invitato insieme con tutti i dogmatici di lingua tedesca a Königstein per la Pasqua del 1956 al fine di costituire l'associazione tedesca dei teologi dogmatici e fondamentali.

Lo stemma cardinalizio di Benedetto XVI
Lo stemma cardinalizio di Benedetto XVI

Per il giovane professore fu un'esperienza fondamentale la partecipazione, dal 1962 al Concilio Ecumenico Vaticano II dove acquisì notorietà internazionale. Inizialmente partecipò come consulente teologico del cardinale di Colonia Joseph Frings, ma poi, su interessamento di quest'ultimo, fin dalla fine della prima sessione, come perito del Concilio. É interessante sottolineare che Ratzinger, grazie al cardinale Frings che lo teneva aggiornato, poté consultare regolermente gli schemi preparatori (schemata) che avrebbero dovuto essere presentati ai Padri dopo la convocazione dell'assemblea conciliare. Egli ha lasciato scritto che non trovava alcuna ragione per rifiutarli del tutto, come poi, durante il Concilio, fu da molti richiesto e, infine, ottenuto. Fu un periodo intellettualmente d'oro per il giovane studioso, perché ebbe modo di incontrare molti teologi come Henri De Lubac, Jean Danielou, Yves Congar, Gerard Philips, oltre a cardinali e vescovi di tutto il mondo.

Per dieci anni, dal 1959 al 1969 fu insegnante a Bonn, Münster, e Tubinga. Nel 1969 divenne professore ordinario di Dogmatica e storia dei dogmi all'Università di Ratisbona.

Il servizio ecclesiastico

Il Cardinale Ratzinger (in basso a destra) officia i funerali del suo predecessore, Giovanni Paolo II
Il Cardinale Ratzinger (in basso a destra) officia i funerali del suo predecessore, Giovanni Paolo II

Il 24 marzo 1977 venne ordinato arcivescovo di Monaco e Frisinga da papa Paolo VI ed il 28 maggio dello stesso anno ricevette la consacrazione episcopale. Il successivo 27 giugno il Papa lo creò Cardinale nel Concistoro del 27 giugno 1977. In un primo tempo fu cardinale del titolo di Santa Maria Consolatrice al Tiburtino.

Il 25 novembre 1981 Giovanni Paolo II lo nominò Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Divenne anche Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale. Il 15 febbraio 1982 rinunciò al governo pastorale dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga.

Dal 1986 al 1992 Ratzinger fu presidente della Commissione per la preparazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.

Il 10 novembre 1999 venne insignito della Laurea honoris causa in Giurisprudenza dalla Lumsa.

Il 30 novembre 2002 divenne Decano del collegio cardinalizio e prese possesso del Titolo della Diocesi suburbicaria di Ostia.

L'elezione come successore di Giovanni Paolo II

Il card. Joseph Ratzinger
Il card. Joseph Ratzinger

Papa Benedetto XVI è stato eletto durante il secondo giorno del conclave del 2005, al quarto scrutinio, nel pomeriggio del 19 aprile 2005.

Alle 17:56 il comignolo della Cappella Sistina ha cominciato a emettere l'attesa fumata bianca, ma l'incertezza, dovuta al colore poco evidente del fumo, regnò sino alle 18:07, quando le campane della basilica di San Pietro annunciarono al mondo l'elezione del nuovo Papa. Dopo un'attesa di circa mezz'ora, il cardinale protodiacono Jorge Arturo Medina Estévez si affacciò dal balcone per annunciare il tanto atteso Habemus Papam, preceduto, per la prima volta, dal saluto Fratelli e Sorelle carissimi, pronunciato in italiano, spagnolo, francese, tedesco e inglese.

Nel suo primo discorso, seguito dalla benedizione Urbi et Orbi, non è mancato un ricordo del suo amico e predecessore Giovanni Paolo II:

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«Cari fratelli e sorelle, dopo il grande papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare e agire anche con strumenti insufficienti, e soprattutto mi affido alle vostre preghiere. Nella gioia del Signore risorto, fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo avanti. Il Signore ci aiuterà e Maria, sua Santissima Madre, starà dalla nostra parte. Grazie.»
   

La scelta del nome

Il 27 aprile Benedetto XVI ha spiegato, in occasione della sua prima udienza generale in piazza San Pietro, le ragioni della scelta del suo nome:

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«Ho voluto chiamarmi Benedetto XVI per riallacciarmi idealmente al venerato pontefice Benedetto XV, che ha guidato la Chiesa in un periodo travagliato a causa del primo conflitto mondiale. Fu coraggioso e autentico profeta di pace e si adoperò con strenuo coraggio dapprima per evitare il dramma della guerra e poi per limitarne le conseguenze nefaste. Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell’armonia tra gli uomini e i popoli, profondamente convinto che il grande bene della pace è innanzitutto dono di Dio, dono purtroppo fragile e prezioso da invocare, tutelare e costruire giorno dopo giorno con l’apporto di tutti.

Il nome Benedetto evoca, inoltre, la straordinaria figura del grande “Patriarca del monachesimo occidentale”, san Benedetto da Norcia, compatrono d’Europa insieme ai santi Cirillo e Metodio e le sante donne Brigida di Svezia, Caterina da Siena ed Edith Stein. La progressiva espansione dell’ordine benedettino da lui fondato ha esercitato un influsso enorme nella diffusione del cristianesimo in tutto il Continente. San Benedetto è perciò molto venerato anche in Germania e, in particolare, nella Baviera, la mia terra d’origine; costituisce un fondamentale punto di riferimento per l’unità dell’Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà.»
   

Lo stemma

Lo stemma di Benedetto XVI
Lo stemma di Benedetto XVI

È tradizione, da almeno otto secoli, per vescovi, cardinali e per il pontefice adottare uno stemma araldico. Dal Rinascimento in poi, con questo stemma sono decorati i monumenti e le opere fatte edificare dal Papa, oltre che i documenti da lui scritti.

Il nuovo pontefice ha deciso di mantenere nel suo nuovo stemma i simboli che aveva usato da vescovo prima e da cardinale poi, introducendo tuttavia alcune importanti novità rispetto ai suoi predecessori.

Lo scudo, la cui forma è detta "a calice", si presenta diviso in tre parti in una modalità chiamata "cappatura".

In quella centrale è riportata una conchiglia, simbolo dei pellegrini, ma che ricorda anche la leggenda secondo cui sant'Agostino, incontrando su una spiaggia un bambino che con una conchiglia voleva svuotare il mare dalla sua acqua, comprese l'impossibilità per la mente umana di capire il mistero di Dio. La conchiglia inoltre compare anche nello stemma del monastero di Schotten, a Ratisbona, a cui Benedetto XVI è particolarmente legato.

A destra e a sinistra compaiono i simboli della diocesi di Frisinga. Il moro a sinistra è per Benedetto XVI simbolo dell'universalità della Chiesa, mentre l'orso che trasporta un fardello richiama la leggenda di san Corbiniano, primo vescovo di Frisinga. La tradizione vuole che il santo, mentre si recava a Roma, fu assalito da un orso che uccise il suo cavallo. Corbiniano allora rimproverò l'orso e lo costrinse a portare il suo bagaglio fino a Roma, dove lo liberò. Papa Benedetto XVI ricorda le parole di sant'Agostino nel commento del salmo 72: «Sono divenuto per te come una bestia da soma, e così io sono in tutto e per sempre vicino a te», e l'orso diventa per lui il simbolo dello stesso pontefice.

Dietro lo scudo, com'è consuetudine, si trovano le due chiavi "decussate", cioè incrociate, una d'oro e l'altra d'argento, simbolo di san Pietro. Un'importante novità è data dall'introduzione, sopra lo scudo, di una mitra, che ha sostituito la tiara papale usata dai suoi predecessori. La mitra è d'argento e riporta tre fasce d'oro che mantengono i simboli della tiara (i tre poteri di Ordine, Giurisdizione e Magistero), collegati verticalmente fra di loro al centro per indicare la loro unità nella stessa persona. Per significare la dignità pontificale è stato introdotta in basso l'immagine del pallio, segno della collegialità e dell’unità tra il Papa e la Chiesa.

La Messa d'insediamento

La prima uscita di Benedetto XVI con la Papamobile
La prima uscita di Benedetto XVI con la Papamobile

Domenica 24 aprile 2005 si è tenuta in Vaticano la Messa di insediamento al soglio pontificio di papa Benedetto XVI. In tale occasione il Pontefice ha pronunciato una significativa omelia all'insegna dell'ecumenismo, della continuità nei confronti del suo predecessore e dell'apertura verso i fedeli. Al termine della cerimonia il Papa ha attraversato con la jeep una piazza San Pietro gremita di ben 400.000 persone per poi ricevere all'interno della Basilica le diverse delegazioni internazionali.

Il testo integrale dell'omelia è disponibile su wikisource.

Il Pontificato

Benedetto XVI durante una Messa Solenne in San Pietro
Benedetto XVI durante una Messa Solenne in San Pietro


 

Le linee guida

L'invito a rispettare tutte le religioni

«Dio punirà chi sparge sangue in suo nome» - con queste parole Papa Benedetto XVI ha condannato le «tragiche violenze» che sono dilagate nel mondo a seguito vignette blasfeme su Maometto pubblicate da un quotidiano conservatore danese. É stata espressa solidarietà al mondo musulmano ribadendo con fermezza l'invito a rispettare tutte le religioni.

Altri messaggi per la pace
  • A luglio intervennne così sugli attentati di Londra: «Preghiamo per le vittime degli attentati di Londra, ma anche per gli attentatori, Dio ama la vita».
  • Nel messaggio urbi et orbi per la ricorrenza del Santo Natale 2005, ha chiamato l'umanità del terzo millennio a un risveglio spirituale, senza il quale «l'uomo dell'era tecnologica rischierebbe di restare vittima dei successi della sua stessa intelligenza».
  • Il 1° gennaio 2006, durante la Messa per il Nuovo Anno, ha invitato l'ONU a una rinnovata coscienza delle proprie responsabilità per promuovere la giustizia, la solidarietà e la pace nel mondo.
  • Nel messaggio urbi et orbi del giorno di Pasqua ha parlato della situazione politica internazionale auspicando che per le crisi legate al nucleare, e dunque in particolare per l'Iran, si giunga a una composizione onorevole per tutti, mediante negoziati seri e leali, e si rafforzi nei responsabili delle Nazioni e delle Organizzazioni internazionali la volontà di realizzare una pacifica convivenza tra etnie, culture e religioni, che allontani la minaccia del terrorismo. Il pontefice ha poi parlato della situazione in Iraq, chiedendo la pace, e del conflitto in Terra Santa, ribadendo il diritto di Israele ad esistere e auspicando la creazione di uno stato palestinese. Nel discorso è anche presente un invito alla concordia per l'Italia, in riferimento allo scontro post-elettorale del 2006.

L'attenzione ai temi del Concilio Vaticano II

I documenti del Concilio Vaticano II sono stati più volte ripresi da papa Ratzinger durante l'Angelus.

A quarant'anni dalla sua conclusione egli prega affinché il Vaticano II possa continuare a guidare la Chiesa «per contribuire ad instaurare nel mondo quella fraternità universale che risponde alla volontà di Dio sull’uomo». L'attualità di quei documenti, secondo il Pontefice, è oggi addirittura aumentata.

Il rapporto della Chiesa con Ebrei e Musulmani

Sempre nell'ambito dei documenti conciliari, il Papa ha ricordato la dichiarazione Nostra Aetate, che ha precisato «l’atteggiamento della Comunità ecclesiale nei confronti delle religioni non cristiane», riaffermando il rapporto speciale che i cristiani hanno con gli ebrei, la stima verso i musulmani e i membri delle altre religioni, confermando «lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi discriminazione o persecuzione religiosa».

L'incontro con Küng

Il 26 settembre 2005 ha avuto luogo un colloquio tra papa Benedetto XVI e Hans Küng, suo amico e collega negli anni del Concilio. Küng, che da anni è in contrasto con la posizione ufficiale della Chiesa su molte questioni teologiche, era stato sospeso dall'attività di teologo cattolico da Giovanni Paolo II, che non volle mai riceverlo in Vaticano. L'incontro con Benedetto XVI si è invece svolto in un clima amichevole: il Papa teologo ha «apprezzato» lo «sforzo» di Küng di «contribuire ad un rinnovato riconoscimento degli essenziali valori morali dell'umanità attraverso il dialogo delle religioni e nell'incontro con la ragione secolare», ha sottolineato che «l'impegno per una rinnovata consapevolezza dei valori che sostengono la vita umana è un obiettivo importante del suo Pontificato» e ha anche affermato di condividere il tentativo di Küng di «ravvivare il dialogo tra fede e scienze naturali e di far valere, nei confronti del pensiero scientifico, la ragionevolezza e la necessità della Gottesfrage».

Küng ha invece espresso il «suo plauso circa gli sforzi del Papa a favore del dialogo delle religioni e anche circa l'incontro con i differenti gruppi sociali del mondo moderno». Il 13 aprile 2006 (giovedì Santo) ha anche dichiarato che «questo pontefice saprà stupirci».

Viaggi apostolici

Benedetto XVI al suo arrivo in Polonia
Benedetto XVI al suo arrivo in Polonia
Per approfondire, vedi la voce Viaggi apostolici di Benedetto XVI.

Il primo viaggio apostolico di Benedetto XVI all'estero si è svolto nell'agosto 2005 a Colonia, in occasione della XX Giornata Mondiale della Gioventù (nel corso del quale ha visitato la sinagoga e la comunità islamica locale). Nel maggio 2006 papa Benedetto si è recato in Polonia, terra di papa Giovanni Paolo II, durante il quale ha fatto visita al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. L'8 e 9 luglio il Pontefice si è recato nella città di Valencia (Spagna) in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie.

I prossimi viaggi sono previsti in Germania nel mese di settembre 2006 e in Turchia nel mese di novembre.

Concistori

Il 24 marzo 2006, durante il suo primo Concistoro, Papa Benedetto XVI ha creato 15 nuovi cardinali (12 elettori, ossia porporati con meno di 80 anni che hanno il diritto di entrare in Conclave, e tre ultraottantenni). Con la creazione dei nuovi 12 cardinali elettori il numero dei cardinali elettori è arrivato a 120, limite massimo fissato da Paolo VI nel 1973, senza pertanto alcuna deroga come invece più d'una volta era accaduto con Giovanni Paolo II. I 12 nuovi porporati sono:

Oltre ai dodici cardinali elettori a creato altri 3 cardinali ultraottantenni in considerazione del servizio da essi reso alla Chiesa con esemplare fedeltà ed amorevole dedizione. Essi sono:

All'inizio del Concistoro è il neo cardinale Joseph William Levada, primo in ordine di precedenza tra i nuovi cardinali, a promettere la propria fedeltà e quella degli altri 14 neo cardinali a Benedetto XVI.

Imponendo la berretta ai nuovi porporati il Papa ricordò loro che questo segno della dignità cardinalizia significa che dovranno «essere pronti a comportarsi con fortezza, fino all'effusione del sangue, per l'incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità del popolo di Dio e per la libertà e la diffusione della Santa Romana Chiesa».

Come da tradizione ad ogni cardinale viene assegnata la titolarità di una chiesa della capitale come simbolo dell'unione dei cardinali con il Papa.

La novità di questo Concistoro è certamente il ridotto numero di nuovi cardinali scelti tra i capi dicastero della Curia Romana. Nell'elenco, infatti, compaiono soltanto tre di loro: Levada, Rodè, e Vallini; ha inoltre destato una qualche sorpresa il fatto che tra i nuovi porporati non vi fosse il nuovo arcivescovo di Parigi, mons. André Vingt-Trois (Parigi, infatti, é considerata tradizionalmente sede cardinalizia).

È da segnalare la crezione di tre nuovi cardinali asiatici, tra cui l'arcivescovo di Hong Kong, che a causa della sua battaglia per la libertà di culto è mal tollerato dal governo di Pechino.

Incarichi passati

Pubblicazioni

Ratzinger in Polonia
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Libri