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Articolo tratto da Wikipedia e disponibile nel rispetto dei termini della GNU Free Documentation License:

http://it.wikipedia.org/wiki/Anni_di_piombo


ENCICLOPEDIA POLITICA

Anni di piombo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Con anni di piombo si intende in Italia quel periodo, coincidente grosso modo con gli anni settanta, in cui a molte persone sembrò che la lotta armata fosse una scelta di vita praticabile. Più precisamente l'estensione del periodo si considera di solito dal finire degli anni sessanta all'inizio degli anni ottanta.

Nell'immaginario collettivo molti associano questo periodo alle imprese delle Brigate Rosse in Italia o della Rote Armee Fraktion (RAF) in Germania, ma non va dimenticato che in quel periodo operarono anche molti gruppi di estrema destra, come i NAR, che si contrapponevano a quelli di estrema sinistra. Se il termine anni di piombo è posteriore (deriva probabilmente dal titolo di un film di Margarethe Von Trotta) a quei tempi era più usato il termine "opposti estremismi".

La lotta armata e le stragi erano certamente "contro". Ma contro chi o contro cosa? Questo dubbio, mai del tutto risolto, attraversa tutti gli anni di piombo.

Quindi per alcuni questi sono anni di "terrorismo di sinistra", per altri anni di "stragismo di destra", mentre su tali fatti "esiste solo una verità giudiziaria parziale, confusa e spesso contraddittoria" (Sandro Provvisionato).

Indice

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Premesse

Gli anni di piombo seguono il periodo che fu definito "della contestazione" in Italia ed in Europa. In quel periodo si erano creati degli strati sociali portatori di novità, che non da tutti erano visti favorevolmente.

L'economia italiana era cresciuta rapidamente ed il miglioramento del tenore di vita era percettibile. La mortalità infantile si era fortemente ridotta. La popolazione cresceva. L'analfabetismo era praticamente scomparso. Con circa un secolo di ritardo rispetto ai tempi ufficiali, l'Italia cominciava ad essere una nazione, con una lingua diffusamente parlata (o almeno capita) dalla Sicilia fino alle Alpi. La RAI era riuscita, oltre che a diffondere una lingua nazionale, a creare una certa attenzione verso i simboli nazionali, almeno in occasione di mondiali di calcio, olimpiadi e fenomeni analoghi.

In quegli anni si stava anche formando una crescita culturale, molto spesso egemonizzata dalla sinistra, con effetti favorevoli in occasione delle consultazioni elettorali.

La continua crescita del Partito Comunista Italiano sicuramente non era vista di buon occhio negli USA, che valutarono il passaggio a forme d'intervento più incisive, rispetto al precedente finanziamento della sinistra non comunista. (Vedi Saunders)

Il 1969 fu un anno ancora denso di contestazioni. Dopo le proteste studentesche arrivarono le lotte dei lavoratori per i rinnovi contrattuali, con forti contrasti nei posti di lavoro e nelle fabbriche. Era il cosiddetto "autunno caldo". Il 12 dicembre scoppiò la bomba della Banca Nazionale dell'Agricoltura di Piazza Fontana, a Milano, provocando sedici morti e ottantotto feriti. Cominciavano gli anni di piombo.

Le stragi

Stragi che appaiono insensate. Stragi senza colpevoli, visto che difficilmente si sono raggiunte sicurezze sugli esecutori ed i mandanti sono rimasti sempre nell'ombra. Sintomatica la strage di piazza Fontana a Milano, dove alle fine gli unici condannati sono stati i parenti delle vittime, ai quali a maggio 2005 sono state addebitate le spese processuali.

Eppure già all'epoca dei fatti, Pier Paolo Pasolini dichiarava di sapere i responsabili delle stragi, pur non avendo prove:

Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere).

Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.

Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.

Poco tempo dopo la pubblicazione dell'articolo, Pasolini veniva ucciso in circostanze mai del tutto chiarite.

Gli opposti estremismi

Le stragi equivalgono a buttare benzina in un ambiente infuocato. Se già c'erano turbolenze, manifestazioni di piazza che degeneravano in guerriglia urbana, attentati di vario genere, il livello dello scontro si alza quando si vede che per le stragi vengono trovati dei capri espiatori senza alcuna colpa (esempio Valpreda). Si parla di strage di stato e negli ambienti più estremi si passa alla clandestinità. Nascono organizzazioni come i Nuclei Armati Proletari (o NAP) e Prima Linea (PL), i Comitati Comunisti Rivoluzionari (Co.Co.Ri) a sinistra ed i Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), Ordine Nuovo, Ordine Nero, Terza Posizione, Avanguardia Nazionale a destra.

Il livello dello scontro si alza nel quadro di quella che verrà poi definita la strategia della tensione. Si genera un clima di insicurezza e pericolo. Ad ogni nuovo violento fatto di cronaca l'opinione pubblica, sempre più disorientata, si chiede: "a chi giova?" ("cui prodest?").

In questa logica una fetta crescente dei cittadini, non solo appartenente all'elettorato tradizionalmente "conservatore", si prepara, rassegnata, ad accettare una risposta di tipo "militare" da parte dello Stato, e a giustificare l'emanazione di leggi sempre più "speciali". La democrazia italiana, ancora fragile e immatura, fa un passo indietro ed il Paese si trova ad un passaggio cruciale della sua storia.

Dice Molinari: "Si affaccia la teoria degli 'opposti estremismi' (che in Italia avrà una grande fortuna per tutti gli anni '70) secondo cui di fronte al rischio che sia la destra, sia la sinistra contengano dentro di sé degli aspetti estremistici e pericolosi per la democrazia, i partiti democristiani (che si autoproclamano di centro, quindi equidistanti dalle posizioni estreme e indisponibili a collaborare con queste) sono quasi gli unici partiti realmente in grado di governare in maniera democratica e senza essere potenzialmente pericolosi per il mantenimento della democrazia stessa."

Le leggi speciali

La cosiddetta emergenza terrorismo provoca una involuzione in senso poliziesco dello stato italiano, con una diminuzione delle libertà costituzionali ed un ampliamento della discrezionalità delle forze di polizia. Emblematica è in questo senso la legge Reale (n. 152 del 22/5/1975), che in pratica autorizzava la polizia a sparare nei casi in cui ne ravvisasse la necessità.

Nel 1978 seguirà l'istituzione di corpi speciali con finalità antiterrorismo: il GIS (Gruppo Intervento Speciale) dei Carabinieri ed il NOCS (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) della Polizia.

Nel 1980 viene emanata la cosiddetta "legge Cossiga" (legge n.15 del 6 febbraio) la quale prevede condanne sostanziali per chi venga giudicato colpevole di "terrorismo" ed estende ulteriormente, secondo alcuni in modo incostituzionale, i poteri della polizia.

Il 1977

L'anno di punta degli anni di piombo, quello che caratterizza il periodo, è probabilmente il 1977, così riassunto da Moroni e Balestrini: "nel '77, divampò la generalizzazione quotidiana di un conflitto politico e culturale che si ramificò in tutti i luoghi del sociale, esemplificando lo scontro che percorse tutti gli anni Settanta, uno scontro duro, forse il più duro, tra le classi e dentro la classe, che si sia mai verificato dall'unità d'Italia. Quarantamila denunciati, quindicimila arrestati, quattromila condannati a migliaia di anni di galera, e poi morti e feriti, a centinaia, da entrambe le parti".

Il sequestro Moro

Uno degli episodi più vistosi di quegli anni fu il sequestro e il successivo omicidio di Aldo Moro nel 1978 ad opera delle Brigate Rosse. Nelle narrazioni ufficiali degli avvenimenti sono rimasti molti punti oscuri, ma nel tempo è stato confermato che all'interno di esse vi erano infiltrati di servizi segreti occidentali. La morte di Moro poteva presumibilmente essere evitata.

In seguito all'omicidio, il 10 maggio il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga si dimise. Il generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa fu incaricato il 10 agosto (con decreto di Andreotti) di coordinare la lotta contro il terrorismo ed ottenne buoni risultati, fino a quando non fu inviato in Sicilia nel 1982.

La fine degli anni di piombo

Lentamente verso il finire del decennio gli episodi di violenza scemarono. In particolare crollò il sostegno alle Brigate Rosse dopo l'assassinio dell'operaio Guido Rossa nel 1979.

Gli anni di piombo stavano terminando, anche se ci furono dei colpi di coda all'inizio degli anni '80. Furono comunque episodi isolati, l'idea che la lotta armata potesse essere un mezzo per risolvere i conflitti sociali aveva perso credito anche all'interno delle frange più estreme di entrambi gli schieramenti politici.

Dice Bifo Berardi: "Alla fine del decennio '70 ogni comportamento anti-lavorista venne colpevolizzato, criminalizzato e rimosso, [...] il realismo del capitale riprendeva il posto di comando, con il trionfo delle politiche neo-liberiste. Iniziava la controffensiva capitalistica, la vita sociale veniva nuovamente sottomessa alla produttività, la competizione economica veniva santificata come unico criterio di progresso".

Il sequestro Dozier

Per chiarire gli anni di piombo è forse più importante il sequestro Dozier di quello Moro, in parte perché esso segna il termine di una fase delle BR e può essere considerato conclusivo degli anni di piombo; d'altro canto esso sembra indicare l'incapacità delle Brigate Rosse di compiere atti dannosi agli USA. Il generale USA James Lee Dozier (all'epoca vice comandante della NATO nel sud Europa) viene sequestrato a Verona il 17 dicembre 1981 e liberato a Padova il 28 gennaio 1982 da un'incursione dei NOCS.

Altri avvenimenti

Per fortuna gli anni '70 non furono solo violenza. Tra una strage ed un attentato la gente mandava avanti la propria vita.

Sono da citare in questo periodo la promulgazione dello statuto dei lavoratori (legge n. 300 del 20 maggio 1970), la legge Fortuna-Baslini (legge 898 del 1 dicembre 1970) che istituì il divorzio in Italia e il referendum del 1974, con il quale fallì il tentativo di abrogare tale legge.

Un evento un po' passato sotto tono fu, il 15 agosto 1971, la decisione del presidente USA Richard Nixon di sospendere la convertibilità del dollaro in oro, abrogando di fatto il sistema Aureo raggiunto con gli accordi di Bretton Woods. Da quella data il denaro fu solo una convenzione.

Nell'autunno del 1973 l'OPEC rincarò il prezzo del petrolio e provocò una prima crisi petrolifera (nel 1979 ne seguì un'altra). L'Italia intraprese una politica di risparmio energetico detta austerity.

Nel 1975 ci fu la riforma del diritto di famiglia, con la quale venne sancita la parità tra i coniugi. Nello stesso anno venne abbassata la maggiore età da 21 a 18 anni.

Verso la fine degli anni '70 si fermò la crescita della popolazione italiana, che si stabilizzò poco sotto i 60 milioni di abitanti.

Un'occasione mancata

Guardando il periodo storico degli anni '70 in Italia, essi furono anche un'occasione mancata. Dopo la crescita economica e culturale degli anni '60 i tempi avrebbero potuto essere maturi per dare un colpo in maniera incisiva ai problemi storici, tra cui quello squilibrio strutturale tra nord e sud del Paese che fu spesso chiamato questione meridionale e lo strapotere della criminalità organizzata, ma anche per cercare di avere un'economia industriale moderna e ben regolamentata.

Forse per l'insipienza delle classi dirigenti, o più probabilmente perché non c'erano le condizioni oggettive, i problemi storici italiani rimasero irrisolti. Vinse insomma il realismo politico e tale vittoria preparava quel degrado politico e morale, preannunciato dalla scoperta della loggia massonica P2 nel 1981, che sfociò negli episodi di corruzione di Tangentopoli e nelle inchieste giudiziarie di Mani pulite.

Voci correlate

Bibliografia

  1. Primo Moroni e Nanni Balestrini, L'ORDA D'ORO, SugarCo 1988. Particolarmente interessante il capitolo 1977 - L'anno di frontiera
  2. Frances Stonor Saunders, La Guerra Fredda culturale. La Cia e il mondo delle lettere e delle arti, Fazi, Roma, 2004
  3. Franco "Bifo" Berardi, Il sapiente, il mercante, il guerriero, Derive Approdi, 2004
  4. Sandro Provvisionato, Anni di piombo: parte male il dibattito sul superamento in Misteri d'Italia 97, 2005
  5. AA.VV., La Strage di Stato, Samonà e Savelli, Roma, 1970
  6. Camilla Cederna, Pinelli. Una finestra sulla strage, Feltrinelli, Milano, 1971
  7. Pier Paolo Pasolini, Io so articolo pubblicato sul Corriere della Sera 1975
  8. il terrorismo e le stragi del Centro di documentazione Cultura della Legalità Democratica della Regione Toscana, a cura di Antonio R. D’Agnelli e Katia Ferri e con la collaborazione di Pasquale Cuomo

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