ENCICLOPEDIA POLITICA
Animalismo
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| Nota disambigua - Animalismo è anche il nome della dottrina politica ideata dagli animali protagonisti del romanzo La fattoria degli animali di George Orwell |
Animalismo è un termine (ed una relativa pratica) ad oggi conteso dalle diverse interpretazioni dei rapporti degli umani con gli altri animali, ovvero la questione dei diritti animali.
Secondo una visione specista-antropocentrica del rapporto si va dall'estremo delle associazioni animaliste legate all'allevamento ed addestramento dei cani da caccia, dei ricercatori che praticano la sperimentazione animale, considerando come porti a migliorare anche le pratiche veterinarie e la salute di tutti gli altri animali non sacrificati, degli ammaestratori del circo, e passando per la zoofilia, intesa come il semplice possesso e cura di un animale di compagnia, si arriva alle varie posizioni dell'ambientalismo e dell'ecologismo, inteso come protezione delle specie animali selvagge e degli ecosistemi che le ospitano, e di larga parte dei volontari di canili, gattili o altre oasi comunque dedicate agli animali domestici. Gli esponenti di questa prima categoria seguono nella quasi totalità dei casi una dieta onnivora, ma possono essere vegetariani per ragioni ecologiste, compassionevoli o salutistiche.
Secondo una visione antispecista-nonviolenta (per alcuni una visione biocentrica o gaiana) del rapporto è fondamentale (insieme all'attivismo, al volontariato, alla produzione letteraria e scientifica a sostegno, alle lotte politiche e sociali, ...) un impegno personale concreto e profondo nell'evitare sistematicamente di sostenere, partecipare e collaborare alle attività connesse allo sfruttamento animale. Ogni individualità antispecista dedica quindi tempo e attenzione all'origine ed ai metodi di produzione soprattutto degli alimenti (adottando una dieta vegetariana o vegetaliana) e del vestiario (rifiutando capi in pelle, lana, cuio e seta), ma sempre più spesso questa sensibilità alla sofferenza, alla violenza ed alla sostenibilità viene estesa a tutti i prodotti di consumo attraverso il commercio equo, i propri investimenti attraverso la finanza etica, ai propri mezzi di trasporto, alla scelta delle vacanze (boicottaggio di regimi o di pratiche barbare nei confronti degli animali), e così via, attraverso un dialogo comune per orientare ogni scelta verso l'alternativa meno violenta per uomini, animali ed ambiente. Anche qui nella innumerevole varietà di associazioni, collettivi e pensieri si segnalano i gruppi più radicali come il VHEMT (Voltuntary Human Extinction MovemenT, "Movimento per l'estinzione umana volontaria"), Earth First, ELF (Earth Liberation Front, "Fronte di Liberazione della Terra"), e, nel campo specifico dell'animalismo, ALF (Animal Liberation Front, "Fronte di Liberazione Animale").
Fra le due posizioni stanno molte delle associazioni animaliste e antivivisezioniste italiane e straniere, che programmaticamente o pragmaticamente accettanno di collaborare di volta in volta con tutte le persone interessate alla lotta o all'abolizione di una singola pratica di sfruttamento, prigionia o sofferenza animale. È il caso della caccia, dell'allevamento intensivo, della pellicceria, della sperimentazione animale, eccetera. Questo senza pretendere la messa in discussione della propria etica, filosofia e morale, tantomeno cercando di sviluppare un quadro coerente e assoluto fra le varie proposte. Se diversi animalisti considerano come questo atteggiamento possa portare a risulati immediati seppur minimi o parziali (oltre che essere considerato l'unico praticabile a causa delle fortissime divisioni interne e dello scarso peso sociale, economico e politico-elettore degli animalisti), altri evidenziano (anche in questo caso con proposte e soluzioni molto diverse, come la lotta nonviolenta, le campagne di controinformazione, il boicottaggio, la protesta sociale, fino all'azione diretta di liberazione) come questa strategia applicata da decenni abbia portato a risultati nulli se non controproducenti per il numero di animali morti e le loro condizioni di vita, non si interessi alla vita e ai diritti del singolo animale, sia programmaticamente compromissoria e compromessa nei suoi esponenti come nella gestione dei fondi e in particolare non abbia favorito o incentivato un radicale mutamento nella visione comune della condizione animale.
È quindi comunemente accettato che si dichiarino animalisti sia onnivori che vegetariani, nonostante le legittime proteste di questi ultimi: è difatti quantomeno particolare definire animalista una persona che priva direttamente o indirettamente gli animali della vita.
Voci correlate
Princìpi e pratiche correlati
Pratiche combattute dall'animalismo
- Acquari
- Allevamento in genere
- Allevamento di animali da pelliccia
- Allevamento intensivo
- Caccia
- Circo
- Corrida
- Xenotrapianto
- Vivisezione
- Zoo










