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Articolo tratto da Wikipedia e disponibile nel rispetto dei termini della GNU Free Documentation License:

http://it.wikipedia.org/wiki/Alternativa_Sociale


ENCICLOPEDIA POLITICA

Alternativa Sociale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Alternativa Sociale (AS) era un cartello politico costituito dalla collaborazione di movimenti della destra italiana, portato avanti da Alessandra Mussolini, nipote di Benito Mussolini.

L'alleanza, nata nel febbraio 2004, all'indomani della fuoriuscita della Mussolini da Alleanza Nazionale, si è scompaginata ad aprile 2006, all'indomani delle elezioni politiche che non hanno prodotto alcuna rappresentanza parlamentare per la coalizione. Il risultato di quest'esperienza è il movimento politico, attualmente operativo, di Azione Sociale.

Membri fondatori di Alternativa Sociale sono stati, oltre al movimento fondato da Alessandra Mussolini (che inizialmente aveva il nome di Libertà di Azione, poi Azione Sociale), anche organizzazioni pre-esistenti della cosiddetta "destra antagonista", che si richiama agli ideali di un neofascismo calato nelle istituzioni repubblicane, ovvero Forza Nuova (guidata da Roberto Fiore) e il Fronte Sociale Nazionale (guidato da Adriano Tilgher).

In occasione delle elezioni regionali del 2005, ha collaborato con AS anche la Fiamma Tricolore.

Indice

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Storia

Il fascismo come "male assoluto"

Nel febbraio 2004, il leader di Alleanza Nazionale, partito conservatore di destra e prosecutore dell'esperienza del vecchio Movimento Sociale Italiano, Gianfranco Fini, nella sua veste di Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, si reca in visita ad Israele e, discutendo con le gerarchie ebraiche, sostiene che il fascismo abbia avuto delle manifestazioni che possono essere considerate come il "male assoluto del XX secolo".

Questo episodio suscita l'abbandono polemico di Alessandra Mussolini, in piena rottura con Fini che diventerà un bersaglio fra i più ricorrenti degli attacchi politici di AS, soprattutto all'indomani dell'assegnazione del nuovo incarico di governo come Ministro degli Esteri.

La Mussolini al Parlamento europeo

L'esordio di Alternativa Sociale sulla scena politica italiana si rivela soddisfacente: a pochi mesi dalla sua costituzione, si presenta l'appuntamento con le elezioni europee del 2004, che rappresentano un banco di prova per Alessandra Mussolini.

Attorno alla Mussolini si riuniscono i movimenti, già esistenti, di Forza Nuova e Fronte Sociale Nazionale, e insieme presentano la lista elettorale di Alternativa Sociale puntando molto sull'effetto del cognome Mussolini, che richiama l'esperienza del fascismo, inteso da Alternativa Sociale in un'ottica democratica.

Il cartello elettorale raggiunge l'1,2% dei voti e consente ad Alessandra Mussolini di conquistare un seggio al Parlamento Europeo. Durante la sua attività a Strasburgo, la Mussolini si opporrà all'ingresso della Turchia nell'Unione Europea.

Le polemica delle firme false e lo sciopero della fame

Alternativa Sociale continua la sua azione politica, rincuorata dall'aver piazzato delle basi nell'elettorato italiano, e non manca all'appuntamento con le elezioni regionali del 2005, con le quali punta ad assicurarsi l'elezioni di alcuni suoi rappresentanti nelle assemblee regionali, fallendo, però, nell'intento.

In tutte le 14 regioni chiamate al voto, Alternativa Sociale presenta le sue liste come alternativa ai due poli e con propri candidati alla carica di presidente. Un caso emblematico è quello della Regione Lazio, dove a presidente si candida la Mussolini in persona contrastando la politica dell'uscente e suo ex collega di partito Francesco Storace. La lista di Alternativa Sociale, in un primo momento, viene esclusa dalle elezioni in quanto accusata di anomalie nella raccolta delle firme necessarie alla sua presentazione.

In particolare, risultavano firme di persone inesistenti o defunte, spesso autenticate da consiglieri comunali di sinistra, i quali - secondo l'accusa di Storace - avrebbero complottato con l'estrema destra per favorire la sconfitta della Casa delle Libertà e riconquistare la Regione.

Il caso passa nelle mani del TAR del Lazio e Alessandra Mussolini grida allo scandalo, sostenendo di essere lei stessa la vittima del complotto. Si piazza all'interno di un camper davanti alla sede del TAR a Roma e inizia uno sciopero della fame in attesa della sentenza definitiva, che alla fine sarà favorevole alla riammissione della sua lista perché, in ogni caso, il numero delle firme "prive di sospetti" superava la quota minima richiesta.

Un anno più tardi, a marzo 2006, emergerà un presunto scandalo che vedrà coinvolto Storace (nel frattempo nominato ministro) per aver avviato delle attività illecite di "spionaggio" nei confronti della Mussolini in occasione della campagna elettorale delle Regionali. Questo episodio porterà lo stesso Storace alle dimissioni dal governo.

Il risultato elettorale di Alternativa Sociale, sulla media nazionale, si aggira intorno all'1%, con punte del 2% in Campania e nel Lazio dove la Mussolini è candidata in prima persona alla presidenza. In questa occasione, AS stringe una collaborazione con la Fiamma Tricolore, che partecipa alle liste "fuori dai poli".

L'accordo con la CdL e le candidature "impresentabili"

L'attività politica prosegue nella campagna elettorale del 2006, per questa occasione Alternativa Sociale raggiunge un accordo per presentare la sua lista nella coalizione della Casa delle Libertà.

Quando si sta per formalizzare l'accordo, nel febbraio 2006, scoppia il caso delle "candidature impresentabili". Sotto accusa l'intenzione di candidare, insieme alla Mussolini, altri esponenti considerati estremisti irriducibili, come Roberto Fiore (che è stato condannato con l'accusa di associazione sovversiva e banda armata, ed è stato latitante a Londra per dieci anni), Adriano Tilgher (condannato a una pena detentiva in passato per ricostruzione del partito fascista e più recentemente assolto dalle accuse di responsabilità nelle stragi dell’Italicus e della stazione di Bologna).

I principali alleati di Berlusconi dichiarano di rifiutare candidature di chi non aderisce ai valori fondamentali della libertà e della democrazia, di chi ha posizioni razziste e totalitarie. Berlusconi il giorno dopo interviene prendendo le distanze da certi accordi, facendo presente che ignorava la condotta politica degli alleati della Mussolini.

www.aseuropa.it modificato da hacker nel 2006
www.aseuropa.it modificato da hacker nel 2006

Così, per non mandare in frantumi Alternativa Sociale, il 16 febbraio, in conferenza stampa congiunta, i tre leader affermano di voler fare un passo indietro, rinunciando alle personali candidature al Parlamento. Si è arrivati invece ad un accordo programmatico con il partito (con priorità riguardo al Mezzogiorno, sostegno alla famiglia, sanità, lavoro, sistema creditizio, sicurezza e immigrazione, democrazia paritaria) e viene avanzata l'ipotesi, poi confermata, della candidatura di Mauro Fiorani, marito della Mussolini, con Forza Italia. Nei giorni successivi, però, viene annunciata la candidatura come capolista di Alessandra Mussolini. In nove circoscrizioni, come capolista viene candidata l'avvocato Anna Mazzaglia Miceli, fidanzata di Tilgher.

Lo scioglimento

Nel frattempo, la base più radicale risulta notevolmente irritata da tutti i mutamenti ideologici mostrati da Alessandra Mussolini, tanto che il sito web ufficiale del partito, http://www.aseuropa.it/, viene ripetutamente vandalizzato da hacker, introducendo chiari riferimenti al soprannome "ping-pong" dato alla Mussolini stessa.

All'indomani delle elezioni, infine, Alternativa Sociale deve fronteggiare un risultato scoraggiante, che non gli garantisce l'attribuzione di alcun seggio in Parlamento: i voti raccolti sono 255 mila alla Camera (0,7%) e 214 mila al Senato (0,6%) e, in entrambi i casi, non vengono superati gli sbarramenti previsti né è possibile applicare la norma dell'attribuzione dei seggi come "miglior perdente" della coalizione, in quanto la defezione della lista DC-PSI alleata della CdL porta quest'ultima a godere di questo privilegio. AS, in base alle preferenze ottenute, risulta pertanto essere la prima tra le liste della CdL non ammesse alla ripartizione dei seggi.

Alla luce di questi risultati elettorali e dell'assenza di rappresentatività nelle assemblee parlamentari, Alternativa Sociale si scioglie. Forza Nuova e Fronte Sociale Nazionale riprendono a camminare per le loro strade; Azione Sociale (che punta sull'utilizzo della medesima sigla "AS") si costituisce come movimento autonomo ed è il più diretto erede di quest'esperienza durata due anni.

Risultati elettorali

– Alternativa Sociale alle Elezioni Politiche
Elezione Parlamento Voti % Seggi
2006 Camera
Senato
255.410
214.617
0,7
0,6
0
0
– Alternativa Sociale alle Elezioni Europee
Elezione Parlamento Voti % Seggi
2004 Parl. Europeo 398.036 1,2 1


 

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Tratto da: www.indultopoli.com, testo di Roberto Casiraghi.